23.11.09

Nina Guardasù















Sono stata qui.
Si vedono no, le foglie d'oro che hanno preso il mio posto?
Il vento le ha calate giù e si son sedute sul grembo della panchina.
Un'altra panchina ancora, non quella di pietra, ne' quella della stazione di M., 40 anni fa.


Gli occhi lacrimano da qualche giorno, sono a fuoco, bruciano, senza motivo.

Poi ho pensato al vento, au vent mauvais, al controvento, e mi son detta forse camminando col vento contro non ce l'hanno fatta, e ora sono risentiti.


Penso che fotografare gli alberi sia una delle cose più belle. Un pò come le ombre, il volto di chi ami, le finestre socchiuse e le mani che portano che offrono che lavorano.

Tutti diversi e umani, io guardo su, loro guardano giù, come se suonassero per me un violino.




Tisse les fils
invisibles
d'une autre naissance
vois la mer qui se calme
le soleil dans les arbres
sèche tes larmes
sois vivant, reste vrai

contre vents et marées.



(Françoise Hardy, grazie a Papavero)



18.11.09

Foglie



Ero centrifuga un tempo, ora centripeta sono. Accolgo e trasformo dentro.

Quando accadranno le due cose assieme non si sa, "non si fa, succederà, scatterà".

Ma sono sicura, come dici tu, che prima o poi da quelle foglie, centrifugate o centripetate che siano, ne verrà fuori un ottimo pesto.



14.11.09

Chanson d'automne, riflesso d'estate





Lo sapevo io che quel libro mi sarebbe piaciuto.
Mi fermo a ogni bivio a rifletterci su, come se vedessi in lui qualcosa che ho visto già io sulla mia strada. Ma visto visto dico.



Capitolo diciassettesimo
Un nuovo cuore

Me la ricordo questa pioggia d'estate.

Giorno dopo giorno percorriamo la nostra vita come si percorre un corridoio.

(...)

E poi, pioggia d'estate..

Sapete cos'è una pioggia d'estate?

All'inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, rapiti, ghermiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo, percorrere un corridoio e d'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate. Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni felici, in una nuova nascita.
Poi, come le lacrime, che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia lavata dalla discordia, così la pioggia estiva, spazzando via la polvere immobile, è per l'animo degli esseri come un respiro infinito.

Quindi certe piogge d'estate si radicano in noi come un nuovo cuore che batte all'unisono con l'altro.



(da "L'eleganza del riccio" - M.Barbery)






10.11.09

Serenata per Tè



Come dire andantino con moto, preludio, o allegretto.
Questa invece è una nuova sonatina, si chiama Insieme a tè.


Qualche settimana fa, una donna riccia dai tanti nomi, che dice poche parole e già profuma di tè, mi ha cercato. Voleva fare gli auguri a suo modo per le prossime festività, e voleva una musica tutta per lei, da proporre alle persone che pescano foglie preziose dai suoi pacchetti.

Sì insomma, Acilia mi ha chiamata, e ha chiesto
Nina, suona il violino per me.

Ho preso matita penna cartoncino e una tazza di tè, e mi son tuffata in quel mondo di foglie di fiori e di volute di fumo, che poco conoscevo ma tanto chiamava.
A volte basta poco, pochi segni a capire e carpire, e onorare un rito semplice come quello del tè, ma denso di attesa, di significato intimo, di tranquillità, di pausa.
Ecco, Acilia, nella sua forza e nella sua delicatezza mescolate assieme come due foglie di stagioni diverse, mi ha chiamato a suonare il violino per lei, e, dentro, le sue pause migliori.

I biglietti d'auguri che sono nati rappresentano quelle pause, che aderiscono al pensiero di tè, quando ci si ferma e ci si guarda dentro, e si ascolta la propria di musica.
Quando si attende, tè, te, qualcosa o qualcuno.

Quando ci si chiede, se, come da un setaccio, è quello che passa o quello che resta il meglio, o in fondo è la scelta a creare valore.

Quando ti sembra d’esser proprio come quella foglia lì, che appena in infusione, immersa nella sua calma, nell’acqua propria, giusta, che l’aspetta, si lascia andare, si svolge, distesa a riprendere la sua vera forma.

E così riflesso o riflessa in una tazza di tè, ci sei tu, come ad uno specchio, che aspetti che ti fermi, e “ascolti”. Che sia il suono di un violino, lo scorrere di un pensiero o il profumo che t’invade.

Sono auguri ampi, per tutto l’anno, per tutti gli anni.
Che arrivi presto ciò che si sta aspettando, e che quell’attimo prezioso di calma di pace di riflesso di sé possa durare più a lungo possibile.


I biglietti saranno a breve disponibili nella Bottega virtuale - Insieme a Tè.
Tutte le informazioni nel post di Acilia: ogni commento o suggerimento sarà il benvenuto :)



E affinché nulla vada perso - il tumulto ce l'ho nel sangue!, come dice lei - vi lascio qui, l'impronta di un attimo, quando ho assaggiato il primo tè di Acilia. Per condividere e non perdere il piacere di quell'incontro tutto mio:

"Prima, gioia per gli occhi, con quegli screzi di blu che mi pareva non so perché di conoscere, e di ritrovare; ora pace per la mente, che sempre frulla e stira troppo i pensieri.
Adesso, se fossero foglie, si son distese davvero".

(davanti a una tazza di tè verde aromatizzato "Il Giardino della Nonna")



7.11.09

Much ado about nothing

«Sigh no more, ladies, sigh nor more;
Men were deceivers ever;
One foot in sea and one on shore,
To one thing constant never;
Then sigh not so,
But let them go,
And be you blithe and bonny;
Converting all your sounds of woe
Into hey nonny, nonny!»

«Dame gentili non più sospiri;
tutti gli amanti sono incostanti;
un piede in terra un altro in mare,
non sospirate, fateli andare.
E in ogni guisa fra giochi e risa
mutate l’intimo vostro rovello
in un ironico bel ritornello.
Trallerallera, trallalallà!»




(Molto rumore per nulla - W. Shakespeare)




***
ore 16.40 (più tardi)


Ma in fondo, è come dice Papavero che coglie nel segno e non posso imbrogliare più di tanto una certa essenza di fronte a lei, per cui la seguo e riporto qui ciò che mi scrive:


"Non è mai per niente quello che si fa, quello che ci tocca fare, quello che non possiamo non fare, ergo se ci corrisponde una volta fatto è fatto! Incacchiarci è lecito ah certo! Personalmente non mi angoscia la nozione di dispendio di più mi rode quello che non ho fatto..le ragioni sono state mille, inconsapevolezza, pigrizie, paure, paralisi d'ogni tipo".



E' quello il rumore più grosso.





***

“Sentiva che il mare, che amava tanto, poteva essere crudele e indifferente, ma lo amava lo stesso, come si ama la vita, sapendo che può essere sia indifferente che crudele, e tuttavia aspettandosi ostinatamente da lei il miracolo della felicità”.

(Il tè e l’amore per il mare, di Fazil’ Iskander, Edizioni e/o)



2.11.09

Per te.




E' possibile voler piangere davanti a tutti,
di fronte alle foglie che cadono,
alla pioggia che cade come te,
e avanti e attorno tutti gli altri inconsapevoli, che non vedono,
tranne uno?


E' possibile resistere dal piangere, e poi andare fuori, a sentire quanto davvero è buono l'odore della terra bagnata quando piove?


E' possibile?



1.11.09

Per Alda





"Non voglio dimenticarti, amore,
né accendere altre poesie:
ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce,
la poesia ti domanda
e bastava una inutile carezza
a capovolgere il mondo.
La strega segreta che ci ha guardato
ha carpito la nudità del terrore,
quella che prende tutti gli amanti
raccolti dentro un'ascia di ricordi".



*



"Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento".



*


(...)

"E so anche che mi ami di un amore
casto, infinito, regno di tristezza.

Ma io il pianto per te l'ho levigato
giorno per giorno come luce piena
e lo rimando tacita ai miei occhi
che, se ti guardo, vivono di stelle".




Alda Merini (1931-2009)





30.10.09

Auto-ironina


"Le persone educate contraddicono gli altri, i saggi contraddicono se stessi". (O.Wilde)






Mi ha rapito, l'ho letto e l'ho rapito io.


Si tratta dell'Honest Scrap, un giochinino carino che ti chiede di raccontare 10 cose di te che gli altri non sanno. Imbarazzanti o svelanti, facciamo noi..


Donc, esercizio del giorno! Voilà, c'est moi:


1. Dicono che guidi come se stessi lì per lì per incontrare un animale nel buio che devo assolutamente schivare. Occhio scrutatore, sopracciglio alzato, petto al volante.
(Così dicono ma vorrei precisare che non è così).
(Ma, in fondo, quanta autocoscienza in me).

2. Il mio disordine non è da ordinare, se lo ordini, scatto d'ira e apologia sul "De Disordine, Pro Disordine", è inevitabile.

3. I termometri e i ventagli io li rompo. I primi mi cadono dalle mani, è sempre stato così (rischiando puntualmente l'avvelenamento da mercurio, dall'età di 1 anno); i secondi non so manco io come faccio a distruggerli, per la gran gioia di mia nonna, che ormai è rassegnata ad avere stecche di ventaglio che ciondolano, mentre alla veneranda età di 95 anni si sventola via da una vita aria calda e imbranataggini della nipote.

4. Probabilmente io so come sarò da vecchia. Come Nonna Bianca appunto, ci assomigliamo davvero tanto, più passa il tempo più è la mia Benjamin Button. Devo portare un rossetto rosso sempre con me, come fa lei, e ovviamente quel ventaglio rotto di cui sopra.

5. Ho una sorta di blocco nella scelta, che, ahimé, noto peggiori col tempo. Poco da aggiungere per il tuttoquanto sarebbe da scrivere.

6. Nino dice che sono "bon ton", non bacchettona intendiamoci, ma che le volgarità mi fan balzar la mosca al naso, alzo il sopracciglio e ridacchio, ma non saprei mai rispondere a tono. Di solito è un semprevalido "EDDAAIIII". (Si diverte lui a sfidare la mia buoneducazione, è quello il punto)..

7. Ho un neo nell'occhio sinistro, come se troppo iride sia fuoriuscito. Un pigmentino in più ecco. Da bimba, non sapendo cosa fosse, gli avevo dato un nome e l'avevo fatto passare alle mie amichette come un segno di magia e/o di rarità-nobiltà. (Che snob mammamia).

8. Puntualmente ogni volta che ascolto "La Storia di Marinella" di De Andrè, io piango. Ma piango piango eh. In qualsiasi luogo, stato d'animo mi trovi, da sempre funziona così. Corde speciali toccherà.

9. Nel mio sito personale sono ancora al 4° anno di Università. In realtà mi son laureata nel 2005, e ancora non l'ho aggiornato. E qui, sarebbe d'uopo dire, "invece di star a fare l'honest scarp, perchè non lo vai ad aggiornare ORA?" Perchè il 9° punto in questo consiste. Una sorta d'ignavia sull'effettivo e utile "da fare".

10. Le falangette delle mie dita medie son leggermente storte, vanno verso l'esterno, come a indicare fuori. E io come l'imbecille guardo il dito e non dove indicano.


(Posso aggiungere l'11°? posso posso posso?)


11. Insomma, volevo precisare pure, che io i titoli delle canzoni nel mio iTunes, o cd, o album scritto a mano, sì insomma io i titoli me li invento se non li so. E solitamente non li so. Ho una lista musicale tutta mia. Se qualcuno sente una canzone e non si ricorda il nome io dico "Ah sì! la so!" e rispondo col mio titolo personale, cosa che metterà probabilmente la persona in questione ancora più in confusione. E di solito, dopo che ho saputo il vero titolo, io non lo correggo, perché ormai mi ci sono affezionata a quel titolo lì.


Dopo queste verità pericolose spero che continuerete a seguirmi.


Rigiro l'Honest Scrap - nonché l'aforisma di Oscar Wilde - a:




(Vi dirò, mi diverte e mi allena questa cosa di auto-definizione... Oscar sarò fiero di me!)



Buona giornata à tout le monde,
Honest Nina



25.10.09

Ho visto Nina volare


Non è un doppione, è l'inverso, è la parte maschile, nella pagina di taccuino che precede l'altro. Lo vedi, in trasparenza?




Mi hai lasciato senza parole
come una primavera
e questo è un raggio di luce
un pensiero che si riempie
di te

E l’attimo in cui il sole
diventa dorato
e il cuore si fa leggero
come l’aria prima che il tempo
ci porti via
ci porti via
da qui

Ti vorrei sollevare
Ti vorrei consolare
Ti vorrei sollevare
Ti vorrei ritrovare

Vorrei viaggiare su ali di carta con te
sapere inventare
sentire il vento che soffia
e non nasconderci se ci fa spostare








(M. Chagall - Volare)



E ora, un baleno, mi viene in mente quella canzone di De André:

Quale sarà la mano che ti accende e ti spegne / ho visto Nina volare / tra le corde dell'altalena. Un giorno la prenderò / come fa il vento alla schiena / e se lo sa mio padre / dovrò cambiar paese / se mio padre lo sa / mi imbarcherò sul mare.


Un giorno la prenderò / come fa il vento alla schiena.




21.10.09

Ninuscola



Sono un pò assente.

Come incastonata dentro a uno specchio a guardar passare le persone.


(Però ho un bel rossetto, forse mi si noterà e qualcuno specchiandosi mi tirerà fuori da qui)


14.10.09

Giusto un istante


(2004. Nina fotografata da Alice, collegauniversitaria, che pur poco di me sapeva, per un esame. Di foto più scandagliatrici, di me e di allora, poche ne ho)

Ho pensato, sento nitido che sto continuando a farlo. Si pensa sempre, certo, intendo pensare in un certo modo. Come ciò che si apre nella testa dopo qualcosa, come un varco.

Mi riempio di poesie di segni di musiche, mentre faccio cose, mentre parlo con le persone, e me le guardo in bianco e nero, dentro me, come i ricordi o i ricordi non avvenuti.
C'è uno spazio intermedio in tutto questo. Visibile.
Giusto un istante, un istante che continua, ma quel lampo è un attimo e lo puoi vedere nitido. Come una strada tra case che altri non vedono, in una città invisibile interna, quando si accende un lampione, quando luccica un oro, quando brilla l'occhio, lucido perché trattiene qualcosa. Lo vedi ma non dici. Come se attendi, perché sai. Non chiedermi cosa, come tu stesso non sai chi sono io.



Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.
Pensiero, dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.




(...)
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.


(A. Merini)



10.10.09

Controvento

Disse il basilico, mentre la mano strappava foglioline per farlo pesto.
Quasi a dire, se sono qui per questo scopo io non so, ma il mio diniego io non saprei
come spiegarlo, io le parole non le ho.



Oggi piove. Oggi sì che è autunno.
Aria uggiosa, in cui solitamente Nina è ben portata a scrivere e a farne un'altra delle sue.

Il punto è che contanti pensieri faccio fatica a ordinarli, ci giro attorno da tutta la notte insonne, come un cucchiaio di legno in un pentolone (e anche lì, lo voglia o no, foglie di basilico).


Mi lascio fare non sapendo controbattere precisa, come una piantina di basilico a cui vengono strappate sensazioni che non ama. Ce l'ho in mente che non mi va bene, ma non ho le parole per rispondere a questo, che domanda non è.


Ieri sera ho fatto avanti verso il mare riempiendomi di energia, e, da programma, ne son ripartita, controvento, per tornare a casa.
Ma una volta lì ho scoperto che casa non era casa, e allora sono ritornata verso il mare, come se là ci fosse qualcuno ad aspettarmi sul serio.
Mi son fermata vicino a una barchetta nera solitaria, adocchiata ore prima, arenata sulla riva.

E ho aspettato.

Cosa non so, perché ogni volta che aspetto, che mi lascio andare, la risposta non arriva, ammesso che la domanda stessa sia arrivata.


Mi sentivo come quella barca nera lucida nella notte, che stava lì di fronte al mare, come a chiedere a lui qualcosa.


Ma il mare non risponde, non ha le parole lui, lui ha le onde, lui ritma il tempo, porta e porta via, copre e scopre, ma non risponde mica.


Per cui stavamo lì vicini,
e lui (senza dire) chiedeva
ma che stai a fare qui?
e io (senza dire)
me lo dici tu?

...

(onda)
(onda )
sshhhhh
shhhhhhhhh

....


Allora ho disegnato, ho scritto, e me ne son andata, con delle piccole conchiglie nella saccoccia.



E' capire dove fermarsi, dove le briglie che ti legano sono fatte di fiori, e non di cuoio che ti ferisce al minimo movimento discorde, e Nina è un attimo che se le tira via dal collo e torna verso il mare.
E' dove le foglioline te le togli da sola felice, e dove quelle briglie siano visibili.


Qual è il mio vento.





7.10.09

Dada Roma


Righe - strade ferrate linee gialle vietato attraversare i binari scale scalette ombra luce ara pacis bianco pioggia passata

Cielo - luna alba sfumato che colore è? poi di nuovo cielodiroma che sconquassa l'anima guarda su!

Acqua - e fontanelle nina che si ferma e pensa per ore, lì, ferma l'immagine!



(C'è la mostra dei DADA tra poco a Roma. Io ci sono stata poco prima che cominciasse a Roma, l'altroieri, da sola, per poche ore a cullarmi in un nido che "stropiccia l'anima". E tra treno e tra Roma, vedi che tout se tien? Dada è un tout se tien! Già prima dell'inizio. Foto da un telefonino altrettanto sconquassato, ma dovevo portare quell'aria d'istante).





1.10.09

due


"(...) tra quegli ombrelloni solitari di fine settembre vedo muoversi due sagome, le vedo saltare su una pozzanghera e ridere di gusto. Felici della loro unicità. Del resto, ogni assenza riconosciuta è già una presenza."


*


Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente da latte e il suo secondo

saremo due come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono le acque, le dolci e le salate
due come sono gli occhi i piedi, i reni i tempi del battito
i colpi del respiro.


Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.

Quando saremo due nessuno sarà uno
uno sarà l'eguale di nessuno.

L'unità consisterà nel due.

Quando saremo due cambierà nome anche l'universo,
sarà di-verso.


(Erri de Luca)





28.9.09

Per bocca di un albero parlante




Che poi che il mio albero preferito sia il gelso, il "moro", da cui partono numero n rami, lo si sa.

Ma Ray, qui sopra mentre porta dei quasi Rayban appunto, l'ho conosciuto ieri nel belvedere di un'oasi vicino casa mia.

Si è prestato a parlare per me oggi, per dare un annuncio a voi, care e cari che mi leggete e mi spronate.

Ray, a te.


"Peppereppeppeeee!

Carissimi,
ho l'onore di annunciarvi che è finalmente uscito
Pagine Bianche Regione Marche 2008/2009,
con le Pagine Bianche d'Autore vincitrici,
concorso al quale Nina e Nino hanno partecipato, zitti zitti,
e son stati menzionati per la loro fotografia

Se ne stanno lì,

capovolti,

a pagina 25,

proprio sul bordo,

con una (uhm) didascalia ai loro piedi,

in 676.000 numeri

nelle case dei marchigiani.


(Oddio, 3 copie se le è prese Nina, anche quello fa portfolio dice).


Non è da tutti trovarsi sull'elenco telefonico

AL ROVESCIO

io dico".



E insomma ecco qui, per bocca di un albero.

Vi lascio qualche scatto ricordo. Poi mi direte cosa pensate della critica artistica all'opera.






P.S. Piccolo particolare che qui avevo tralasciato. Il tema di quest'edizione era:

"Happiness: percorsi, sogni, utopie sull’idea di felicità nell'epoca postmoderna".

ça va sans dire.



Nina capovolta e moltiplicata per 676.000.




****

Aggiornamento Ninesco del 29 Settembre 2009:

Vengo a sapere oggi che sono all'interno di questo nuovo magazine d'arte online, BANG ART. Son stata scelta nella sezione TNT, e in attesa di evoluzione:


Dico evviva!

E poi loro dicono che: "Grazie ai commenti dei visitatori, che esprimeranno liberamente il loro gradimento o sdegno, scopriremo i più meritevoli e originali, che saranno pubblicati sulle pagine di carta di BANG ART MAGAZINE".

Per cui, se vi va e se lo ritenete giusto, scrivete, dite, sdegnatevi pure negli "Shots". Sarà oro per me.


Nina, ancora, che prova ad andare avanti.



22.9.09

Fantasia


Ricordo ancora quando incontrai quei due.
Lei vestita di petali di rosa, lui di un mantello color palude.

Lei portava un bocciolo sulla bocca e le parole non le uscivano mica,
al loro posto farfalle leggere.
Un gambo la avvolgeva, le stringeva la vita e si fingeva ciocca di capelli, anch’essi attori di quel giardino umano.

Lui, l’oca, faceva il re e per questo si credeva cigno dal becco aggiunto,
un laccio lo teneva legato e gli impediva di poetare.
Ma non ne aveva bisogno lui, della parola.

Si capivano con gli occhi la Rosa e il Cigno.

Sapevano di fingersi quello che erano e per questo erano tali.

Lingue diverse mai tradotte agli altri,
andavano sulla stessa strada
parlando di fiumi e gentili fiorai.



18.9.09

Mémoires




Sono di passaggio, con poche parole per definire.

Le immagini invece sono tante,
i progetti pure,
i desideri pure,
le sfide pure.




Lascio dei ricordi di stagione, schizzi di donne di mare, al mare di quest'estate.

In una di queste ci sono anche io.

A volte ci si accorge di quali disegni siano ritratti dal vero, e quali siano ritratti di memoria.





Buon weekend prima dell'autunno, in qualsiasi luogo siate,
su una terra che sentite vostra, o immaginandone un'altra,
ai piedi di un faro, o in cima a una vedetta di una spiaggia vuota,
sistemando i vestiti estivi nell'armadio,
guardando chi vendemmia,
chi aspetta.





13.9.09

Arcobaleno, arco per arco








Mentre guidavo ieri mattina, ho partorito un altro pensiero dei miei.

Che io e te, quando siamo assieme, è come sederci su due massi di creta, che col calore e col tempo si modellano a noi, fino a che senti indistintamente che non c'è niente di più confortante, perfetto, aderente a te.

Se non siamo da soli, se c'è qualcuno in più con noi, ci tratteniamo dal distribuire quel calore, lo mischiamo, così nessuno è messo da parte o altrove.
E' come un incontro di due cibi, non confonderli con altro, o si nascondono. Mentre solo loro due assieme, dopo quei primi minuti di mescolarsi, di fondersi, di trovarsi, di modellare quella creta col proprio calore e col proprio tempo - perché nasce davvero una specie di fuoco, di "fiamma di candela" - sono sintonia e sinfonia.


Alla fine di questo pensiero, che in testa mia era molto più chiaro di come riesca ora a fermarlo, sono arrivata su un colle sopra il mare, e sul cielo, a sorpresa, c'erano decine di archi colorati, o di Marble Arch di Hallelujah, o di cocomeri rovesciati e volanti, o di rain-bow, archi di pioggia.


Tutte le persone che erano lì stavano col naso all'insù, piacevolmente trasportati per aria, da quella sinfonia tra mare e cielo.
Sentivano lo stesso bene-essere.



9.9.09

Playing with Nina




Oggi, come un gran minestrone di preannuncio-autunno mi metto a far giochini: uno a cui sono stata invitata dalla cara eve, che sa che poi mi tenta sempre.., e il secondo che avevo letto già in giro tempo fa, e ora, per chiudere l'estate, vi partecipo anch'io, checcosìcifacciamo2risate.


1.
Nina e il gioco del rilasso pomeridiano subito dopocaffè, come seduta con un buon libro a una poltroncina appena illuminata dal giorno fuori che s'accorcia sempre più (oppure con un bel pò di bambole e pupini con cui parlottare).

"Il gioco prevede che la persona trascriva la quinta riga di pagina 161 del libro che sta leggendo, citandone l'autore e il libro e che passi ad altre cinque persone il compito (e io già dico Papavero! Fastidiosa! Alex! Kja! Artemisia!)..."

Sto leggendo i Racconti di Katherine Mansfield, che, ancora per inciso, seppure a quasi un secolo di distanza, mi fa trovare me tra le righe della sua biografia, o meglio poetica, che però per lei sono indissolubilmente legate. Nella brevità, asciuttezza, istantaneità delle cose. Onestà-verità la chiamava. Ve lo racconterò prossimamente.

E lei a quel rigo di quella pagina dice:


"(...) e lui mai le avrebbe fatto sapere quanto era efficace".



Direi che calza. Come un guanto.




2.
Nina on the net. Nel senso di rete da pesca, che a volte Nina-pesce ci entra, voglio dire, la trovano quella giusta, a volte ci arrivano pensando di trovare altro, e poi la trovano comunque, altre volte manda proprio fuori strada e scivola da una delle maglie. E infine, a volte, è lei che trova loro, in quel che cercano, e lei li ringrazia.

(Traducendo: in questo gioco scandaglio le parole chiave che trovo in Google Analytics attraverso cui il "mondo" è arrivato a me. E' davvero un fiume di campi semantici nineschi. Lo terrò a mente).


io e nina

sinfonina

bei pensieri

disegnare girasoli

forme di specchi

sono una donna

how can you stay outside there's a beautiful mess inside

io nina e le altre blog

risotto verde

sono una ragazza

un fiore e'

"chiamami con il tuo nome"

"il mio amore per heathcliff somiglia alle rocce nascoste ed immutabili: dà poca gioia apparente, ma è necessario. nelly: io sono heatcliff! egli è stato sempre, sempre, nel mio spirito"

"sacco di auguri"

&

..voglio essere io a deviare la corrente...a portare le cose verso una mia direzione...

6 numeri

andrai a vivere con alice che si fa il whisky distillando fiori..

calicantus foglie bucate

canzone nina nina nina ho (questa è veramente geniale)

canzoni con il nome nina

cardiologi a tutta la notte

cardiologia de gregori

chi e nina

come gli adesivi che si staccano lascio che le cose succedano

come si disegna un girasole

cosa è la chiave paspartout

cuori disegnati

depressione alzati e cammina (questo, in realtà, mi dà da pensare)

dicono che quando incontri l'amore della tua vita il tempo si fermi big fish

donna tecnologica

e tu, amante audace..non potrai mai baciare lei che ti è così vicina...ma non lamentarti se la gioia ti sfugge...

eccome il girasole

fiori di colore lilla

fleuriste charmant bruxelles (sei stato in belgio e non me l'hai mai detto?)

for you and for me

forme specchio

francesca e nina

gluten free adesivo

ho sentito una canzone che fa i won lilla come si chiama? (...)

i miei numeri karma

il cieco con la voce buona

immagini pc sabbia mare

io &

je (che bella l'essenzialità!)

l'amore ha sempre fame, non l'avevi notato.e dice sempre con disinvoltura senza paura dice: “mai”, senza paura mai.

la pioggia porta via con se.....

la sua pioggia

le varie forme di pane

marca con etichetta bianca e cuore rosso

mare ombrello

mietitrici donne

muro color lilla

naugrafar

nina e io

nina ogni giorno sei sempre più bella

nina simbolo

nuove forme di specchi

ode tiramisu

ondeggia la vita

parole che ti aiutano a conciliare il sonno o canzoni (...)

perchè i girasoli si girano verso la luce?

rumore della sabbia

senti come sono dentro di me

sospesa a mezz'aria

specchi a forma di fiore

specchi a forme di donna

specchio a forma di albero

specchio convesso per strade

tenpesta ta more

testo come un albero

tiramisu in bicchiere

traduzione se tutto il resto perisse e lui restasse

video songs for you truth for me

www.papaverodicampo.blogspot.com (Papaveromio ci sei!)

odysseas elytes (e pure tu, ovunque).




Ore 16, basta giocare, si torna a lavorare!





7.9.09

O come le conchiglie dal mare






Ma certe nostre sere hanno un colore
che non sapresti dire
sospese fra l'azzurro e l'amaranto
e vibrano di un ritmo lento, lento
e noi che le stiamo ad aspettare
noi le sappiamo prigioniere
come le onde del mare
come le stelle del mare

Si muovono e c'incantano le ore
di certe nostre sere
e sanno di partenza e di tramonto
e di sorvolare lento, lento
ma noi che le sappiamo prigioniere
non le possiamo liberare
come le onde dal mare
come le stelle dal mare.


(Gianmaria Testa - Come le onde del mare)





Siete tornate, bello rivedere quelle finestre amate di nuovo spalancate.

Gli ombrelli son aperti sotto un cielo che cambia, e noi si guarda le conchiglie raccolte in questo tempo, al mare, a riva, arrivate a riva fin alla sirenina sbruciacchiata.
Per ognuna un ricordo stretto e lieve, dentro il palmo della mano.




e tu cosa farai domani?





1.9.09

Nina Raccoglisabbia




Rubo la sabbia al mare
per sottrargli tempo e farlo mio.

Je vole la sable à la mer
je lui prends son temps et il devient le mien.





Alla ricerca del tempo perduto, o in più.

Nina Raccoglisabbia è da un pò che fa questo, si trova qualche spiaggia, prende paletta e clessidra e la riempe di sabbia scivolosa, nascosta al mare e alle sue onde, che a volte la sovrastano per scovarla, ma lei si mimetizza bene.

Clessidre riempite ce ne sono state, ma pare che la sabbia del mare scorra troppo veloce: senza che te ne accorgi, leggera come un soffio, basta un alito di vento e già se n'è andata.

Servirebbero deserti, si dice, per farne quanta le occorre.

Oppure serve acqua, pioggia. Sabbia bagnata pesa, non scorre.

Ma poi le ore diventerebbero zolle, quando cadono; un'ora diventerebbe il tutt'uno con un giorno e saresti sempre in balìa del tonfo sordo e denso appena cade, così ad un tratto, non sapresti mai quando, e il cuore reggerebbe anche meno,
rispetto a quando quel tempo non ti basta mai.



E allora Nina riempirà clessidre, ma poi le vuoterà sulla spiaggia, al mare ciò che è del mare e a Nina ciò che è di Nina.






28.8.09

Chover





ore 00:07


"Oggi qui ha piovuto. Uno di quei cieli carichi di elettricità
sospesa sospesa sospesa.

E' stato bello aspettare.

I girasoli son tutti secchi, fieri, scuri, fragili e più saggi.

Io sto con la fronte scoperta, e mi sento elettrica, fragile e fiera".



25.8.09

Arriva a riva



C'era una sire-nina che vagava nel mio taccuino, con quella frase scritta vicina.

Ogni tanto una sirena ritorna da queste parti a far risuonare con gli occhi il suo richiamo
ni-no, ni-no, ni-no

Ci sta pensando su lei, come fare a incenerirsi il cuore, mettilo a tacere, con l'onda vicina che sembra straziarla e abbracciarla insieme.

E' un onda fatta con un dito della mia mano bello spalmato di tempera. E' parecchio sentita, ecco.

Insomma, guardavo il disegno nel computer e per curiosità ho azionato l'effetto inverti immagine, cioè "mettila al negativo".
Al "negativo".

E l'onda si è davvero trasformata in fiamma.
Buffo no?

Non tutto ciò che brucia si consuma qualcuno dice.


17.8.09

mi senti?


"Monogramma"

IV.


E’ presto ancora in questo mondo, mi senti
I mostri non sono stati domati, mi senti
Il mio sangue perduto e l’affilato, mi senti
Coltello
Come ariete corre nei cieli
E delle stelle spezza i rami, mi senti
Sono io, mi senti
Ti amo, mi senti
Ti prendo per mano, ti conduco, ti metto
La bianca veste nuziale di Ofelia, mi senti
Dove mi lasci, dove vai e chi, mi senti


Ti tiene per mano al di sopra dei diluvi


Le gigantesche liane e la lava dei vulcani
Verrà giorno, mi senti
che ci seppelliranno e le migliaia di anni, mi senti

Pietre lucenti ci renderanno, mi senti
Dove si rifrangerà l’indifferenza, mi senti
Degli uomini
E in migliaia di pezzi ci butterà, mi senti
Nell’acqua ad uno ad uno, mi senti
Conto i miei amari ciottoli, mi senti
E il tempo è una grande chiesa, mi senti
Dove le icone a volte, mi senti
Dei Santi
Piangono lacrime vere, mi senti
Le campane aprono in alto, mi senti
Un profondo valico per lasciarmi passare
Gli angeli aspettano con ceri e salmi funebri
Non me ne andrò via di qui, mi senti
O insieme tutti e due o nessuno, mi senti


Questo fiore della tempesta e, mi senti

Dell’amore
Una volta per sempre lo cogliemmo, mi senti
E non potrà più fiorire, mi senti
Su altre terre, su altre stelle, mi senti
Non c’è la terra non c' è il vento
Lo stesso vento che toccammo, mi senti


E non un giardiniere che ci sia riuscito in altri tempi, mi senti


Da tanto inverno e tante tramontane, mi senti
Far spuntare un fiore, solo noi, mi senti
In mezzo al mare
Con la sola volontà dell’amore, mi senti
Alzammo intera tutta un’isola, mi senti
Con grotte, promontori e rupi in fiore
Senti, senti
Chi parla alle acque e chi piange - senti?
chi cerca l’altro, chi grida - senti?
Sono io che grido ed io che piango, mi senti
Ti amo, ti amo, mi senti.



(Odysseas Elytes)






l'ho trovata

10.8.09

Deriva



Me ne vo per qualche giorno, porterò con me la mia coperta.

E' il mio disegno preferito al momento, perché trovo che sia così precisamente per me.
Si toglie spesso la coperta, sfugge, e mi dico se ti avessi avuto lì ogni momento che pensavo quanti dubbi avrei fugato, quanti dubbi avrei fugato.


Con questo disegno qui invece me la potrò premere addosso sempre la mia coperta, così stretta e fluente assieme.


Keep it loose, keep it tight.




Vostra, Nina sottocoperta




3.8.09

Essere un fiore è profonda responsabilità, ancora e sempre.






Ho sistemato la notte stessa il piccolo girasole in mezzo alle pagine di un libro amato, e così spelacchiato sudato e asciugato e vivido annaspante e ribelle, ricorda me ora.
Come se mi stessi togliendo petali e petali per arrivare al centro, per denudare ciò che troppe vesti ha, per ritrovare qualcosa che temo di star perdendo, e lasciando segni - carezze o ferite - senza poter fare altrimenti.

Sta davvero arrivando la bufera di nuovo, qui, ed è agosto, e non è più luglio, e Nina sta prendendo un sopravvento che non riesce a gestire, come nell'occhio di un ciclone che nessuno nessuno vede e attorno tutte le paure che non riesce a domare.
Come se doveva arrivare prima o poi e sapeva benissimo che sarebbe stata impreparata.
Come sempre vorrebbe che qualcuno lo facesse per lei.

Ma essere un fiore, girasole mio, è profonda responsabilità.

Spero che ciò che è giusto e possibile avvenga, ciò che fa male smetta, ciò che è bene si riveli tale. Che nessuno fugga, che niente sfugga, che "come vorrei che capissero" trovasse una fine, che quello che Francesca crede di capire sia realmente tale. Questa volta lo sia davvero.



C'è elettricità nell'aria
e la pioggia arriva, arriverà, e laverà via, arriverà la via.




31.7.09

Come ombrello teso tra la terra e il cielo





A volte potrai avermi con un fiore,
a volte un fiore non ti basterà,
a volte penserai
di avermi chiuso in una stanza.

Dammi le tue chiavi dolci,
voglio farne una copia,
voglio scrivere una lunga poesia per le tue braccia.




(Giorno di Pioggia - F. De Gregori)



27.7.09

Songs for you, truth for me


Il 24 Luglio 2009 verrà ricordato.
Nino e un piccolo girasole che non passa mai, mi hanno rapito.

Così tanto è stato, che il giorno dopo - che era tutt'assieme al giorno prima perché il sonno non c'è stato, e il 25 era solo una scia che rimanevo a guardare dietro di me - ho pensato che sarebbe stata come una boa nel mare, un segnale, un qualcosa di fisico che mi portava forcément a dirigermi verso una strada e basta.


Sono stata altrove per ore, dal giorno fino all'alba per poi fissare ogni momento con ogni musica, ogni canzone una verità, per noi.

Dentro Lucca, dentro quella piazza, quei luoghi tondi che sembravano abbracciarci tutti, lì dentro c'era un palcoscenico che si inondava di luce viola tante di quelle volte che si sarebbe potuto trasformare in una bolla, che poi leggera si sarebbe staccata dal resto e sarebbe salita in aria con noi dentro e la musica dentro e le mani alzate e le mani e le dita strette l'una con l'altra.

Quando è cominciata una delle nostre, quella che sapevo sarebbe stata la più certa attesa, tutto il corpo l'ho sentito nitido irrigidirsi, farsi corda tante corde di violino, mi sarei potuta sgretolare, avrei potuto essere percossa, suonata, e se fosse realmente caduta la pioggia, mi sarei sciolta in una pozza d'acqua, come Amélie mentre Nino Quincampoix se ne va,


ma invece tu c'eri in tutto questo c'era la tua mano che mi teneva e ancora una volta non mi faceva cadere ma mi aveva portato lì e mi faceva felice.

Il bene.



Ho solo un piccolo video di quel concerto, e suona una canzone, una di quelle che ancora non conoscevo di James Morrison: ora l'ho riscovata e l'ho letta, e penso che non poteva essere che quella ad essere fermata, alla fine con le braccia alzate e io che mi giro tutt'attorno, in tondo, come un cerchio, come in una O, e vedo le mani e vedo te.



I can tell you now
When I'm here to listen
To what I've got to say
All my words unplanned
Just like us they are waiting
To come together
I don't know if we're ready to take our train

But I, oh I, I'm gonna fix this world up for you
I'll try, I'll try to build it all around you
You'll never gonna have to be alone
You'll always know you got someone
To fix the world up for you

Well I'll bet I'll get it wrong
More times that I get it right
And I won't even realize it
But I've been doing all I can
To stop you falling
Even now I'm holding my breath for you

But you don't know, you don't know
That I'm ready to hold you now, hold you now

I, oh I, I'm gonna fix this world up for you
I'll try, I'll try to build it all around you
You'll never gonna have to be alone
Yeah you'll always know you got someone
To fix the world up for you

Gonna fix the world up, up for you
Gonna fix the world up, up for you.






(grazie)

21.7.09

L'attenzione è una forma di preghiera



(Sui miei capelli scriverei come fossero le righe di un quaderno. Se scrivessi sui tuoi ritornerei sempre da capo)


"L'attenzione, è stato detto, è una forma di preghiera, il riconoscimento della realtà oggettiva, di un ordine, di confini; un modo di guardare al di là e al di sopra del proprio Io, di sapere che nessuno è il satrapo tirannico e capriccioso del mondo né può devastarlo a suo arbitrio.
C'è una robusta bontà delle mani, proprio di chi bada all'altro e non si concentra sterilmente solo sulle proprie smanie; assomiglia all'infanzia, la cui fantasia si accende per un sasso o per una scatola di fiammiferi vuota, e assomiglia soprattutto all'arte, che non esiste senza questa sensuale, curiosa, scrupolosa passione per la concretezza fisica e sensibile nei particolari, per le forme, i colori, gli odori, per una superficie liscia o spigolosa, per la rivelazione che può venire dall'orlo della risacca o dal bottone fuori posto di una giacca".


("L'infinito viaggiare" - Claudio Magris)




15.7.09

Il girasole è un fiore pesante


(adoro quel peso)

Sono di poche parole. E' come se dentro frullassero pensieri che si mangiucchiano stropicciano chiedono combattono illuminano si spengono gridano si offendono pure, e in mezzo a tutta questa bagarre non arrivano a nulla, o al contrario di tutto.
E' come se sentissi bisogno di scrivere ma non riuscissi a cominciare. Idem per disegnare.

Cose mi tengono sul filo, e ogni volta che capisco, che dico no, non la temo più questa cosa perché ho la prova che non è così, ripiombo nel dubbio e la prova stessa traballa, non si regge da sè, non basta.
Mentre io vorrei bastasse. E' questa la verità.



Vorrei vedere le cose chiare, o forse vorrei non averne paura.



Senti i grilli.. nel parco sottocasa ne stanno dicendo di tutti i colori. Beati, di certo a loro non rimangono parole sospese sulla punta della lingua.



Quando questo macinìo di meningi finisce ve lo dico eh.




Nina e l'ultima insegna accesa
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