Le terrine di terracotta, gli smalti, il color cipria e il color tortora,
le Dolomiti a luglio, i cardigan, la noce moscata,
le feste in maschera, le ecoline,
chi gioca con le parole, chi ti lega con briglie fiorite,
le parole usate bene, le parole non usate per buona scelta,
bibì e bibò,
la rete dei campi da tennis sulla spiaggia, gli occhiali a farfalla,
comprare album da disegno che non servono mai,
perdere penne che usi sempre,
le mani belle, Florence and the Machine, i fili di lana,
il mio gatto che russa, il plaid color turchese,
chi ti scrive quando gli scrivi tu,
l'albero di fichi, l'albero di loto, il mio bonsai,
dormire sul pavimento fresco quando fa caldo,
affondare i tacchi quando il prato è ancora umido di pioggia,
usare i colori a caso, usare un solo colore per mesi e mesi,
tu d'inverno,
il mio pennarello color melograno, la mia nuova tazza da tè che sembra un uovo sodo,
i miei capelli, io d'estate,
quando i bambini ti guardano come fossi loro coetanea,
la pazienza e la costanza, gli stormi e i corbezzoli,
i nastri colorati che mia mamma grazia mette sui capelli bianchi di mia nonna bianca,
i cucchiai di legno, i semi di girasole, i lamponi che hai raccolto tu,
le costellazioni, chi studia gli oceani, chi conosce le radici delle piante,
le giacche color cammello, i cappotti rossi, mia sorella che suona il basso,
chi non si lega agli oggetti ma gli oggetti si legano a lui,
i sassi sott'acqua, i telescopi e il mappamondo,
i salici piangenti, le foglie secche come figlie sotto l'albero,
le panchine di pietra, la stazione vuota nel primo pomeriggio, il mio nome.
29 Novembre, 29 righe, 29 Nina.
Da qui posso vedere il mare, fiume?
N.