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30.12.09

Appena ti muovi



"La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me. Corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia". Diceva lui.


Alla fine, del mese, dell'anno - e dicembre sente che non è ancora finito - Nina ha trovato lo strumento che è.



Ama il violino e ama sentirlo suonare da chi ama.

Ama il flauto traverso perchè il suo suono è come uno zampillo di acqua fresca per le strade che ha attraversato fin da piccola.

Ama il piano perchè un tempo lo sapeva suonare bene.



Ma lei non è violino, non è flauto, non è piano.



Nina è un idiofono a scuotimento, "il cui suono è prodotto con la vibrazione del corpo stesso".




Che lo scuoti e scorrono dentro i suoni delle gocce che rimbalzano, sono conchiglie nostre trovate e raccolte e frantumate, dei sassolini fatti rimbalzare a filo del fiume, uno scroscio d'anima che passa dentro il corpo stesso e lo fa vibrare come una corda come un soffio come foglie in turbinìo.
Che lo muovi e senti suonare la pioggia.

Tra tutti il più prezioso.


Perché qualsiasi tempo c'è fuori, e dentro, noi la pioggia la facciamo suonare appena ci muoviamo.




16 commenti:

  1. ehi nina!!! ciao :-) volevo farti un salutino e augurarti un 2010 fantastico, proprio come te!
    a presto

    barbara

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  2. ..si ...qualcuno mi ha risposto oggi - e se piove ci ripareremo sotto il grande ombrello di chi ci vuol bene-....infiniti auguri per un nuovo anno felice . e quest'anima stupenda che suona come la pioggia

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  3. Che bella quest'immagine di pioggia... hai passi di una danza, la musica che corre, libera.
    buon anno!
    Miralda

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  4. la pioggia,
    quando ne parli è una magia,
    è la tua poetica
    la tua allusione
    la tua metafora..

    ti seguo e credo di capire per l'amore che anch'io porto alla pioggia,
    in tanti haiku ho cercato di spiegare la mia pulsione,
    di svolgere in una narrazione possibile i miei frammenti del vissuto di me&pioggia,
    l'alchimia che si genera,
    l'alluvione sentimentale inesprimibile che mi suscita la pioggia....
    .........

    (eccoci noi due fuoco attirate dalla pioggia)

    non so dirlo che in haiku:


    all'intimità
    conduce questa pioggia
    a vibrazioni

    20 ottobre 2003


    colpi di pioggia
    papaveri a testa in giù
    il cuore stretto

    8 maggio 2002




    Il cielo bianco
    pioggia su terra e fuoco
    ah com'è bello!

    31 agosto 2001.


    La pioggia culla.
    I pensieri in calma
    li vedo fluire.

    3 novembre 2000


    il cielo grigio
    caleidoscopio in cuore
    scende la pioggia

    24 settembre 2001


    Fresco di pioggia
    non placa quest'ardore
    non spegne fiamma.

    10 luglio 2001



    e dal mio conterraneo,
    dalla sua anima geniale
    sperduta enfatica
    femminile e tantrica,
    una musica parlata poesia
    di splendore immane che annichilisce come accade ad una foglia resa inerte dalla pioggia:



    La pioggia nel pineto

    Taci. Su le soglie
    del bosco non odo
    parole che dici
    umane; ma odo
    parole più nuove
    che parlano gocciole e foglie
    lontane.
    Ascolta. Piove
    dalle nuvole sparse.
    Piove su le tamerici
    salmastre ed arse,
    piove sui pini
    scagliosi ed irti,
    piove su i mirti
    divini,
    su le ginestre fulgenti
    di fiori accolti,
    su i ginepri folti
    di coccole aulenti,
    piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani
    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    t'illuse, che oggi m'illude,
    o Ermione.

    Odi? La pioggia cade
    su la solitaria
    verdura
    con un crepitio che dura
    e varia nell'aria secondo le fronde
    più rade, men rade.
    Ascolta. Risponde
    al pianto il canto
    delle cicale
    che il pianto australe
    non impaura,
    né il ciel cinerino.
    E il pino
    ha un suono, e il mirto
    altro suono, e il ginepro
    altro ancora, stromenti
    diversi
    sotto innumerevoli dita.
    E immensi
    noi siam nello spirito
    silvestre,
    d'arborea vita viventi;
    e il tuo volto ebro
    è molle di pioggia
    come una foglia,
    e le tue chiome
    auliscono come
    le chiare ginestre,
    o creatura terrestre
    che hai nome
    Ermione.

    Ascolta, Ascolta. L'accordo
    delle aeree cicale
    a poco a poco
    più sordo
    si fa sotto il pianto
    che cresce;
    ma un canto vi si mesce
    più roco
    che di laggiù sale,
    dall'umida ombra remota.
    Più sordo e più fioco
    s'allenta, si spegne.
    Sola una nota
    ancor trema, si spegne,
    risorge, trema, si spegne.
    Non s'ode su tutta la fronda
    crosciare
    l'argentea pioggia
    che monda,
    il croscio che varia
    secondo la fronda
    più folta, men folta.
    Ascolta.
    La figlia dell'aria
    è muta: ma la figlia
    del limo lontana,
    la rana,
    canta nell'ombra più fonda,
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su le tue ciglia,
    Ermione.

    Piove su le tue ciglia nere
    sì che par tu pianga
    ma di piacere; non bianca
    ma quasi fatta virente,
    par da scorza tu esca.
    E tutta la vita è in noi fresca
    aulente,
    il cuor nel petto è come pesca
    intatta,
    tra le palpebre gli occhi
    son come polle tra l'erbe,
    i denti negli alveoli
    son come mandorle acerbe.
    E andiam di fratta in fratta,
    or congiunti or disciolti
    ( e il verde vigor rude
    ci allaccia i melleoli
    c'intrica i ginocchi)
    chi sa dove, chi sa dove!
    E piove su i nostri volti
    silvani,
    piove su le nostre mani

    ignude,
    su i nostri vestimenti
    leggeri,
    su i freschi pensieri
    che l'anima schiude
    novella,
    su la favola bella
    che ieri
    m'illuse, che oggi t'illude,
    o Ermione.

    (grazie gabrielino)


    baci di pioggia!

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  5. ciao nina. accidenti che colpo d'occhio. la foto è eccezionale. ben calibrata, con un'inquadratura che valorizza tutti gli elementi presenti. mi da' l'idea del bagnato, del freddo pungente ma allo stesso tempo della velocità di chi tenta di sottrarsi alle forze della natura, e quella panchina li, sola e imperturbabile. complimenti.
    p.s. ne approfitto per augurarti un felicissimo 2010.

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  6. Babs,
    grazie tanti auguri anche a te! un bacio!

    Caty,
    meraviglia di auguri a te dolce e cara. Suoniamo suoniamo senza mai finire.

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  7. Miralda,
    tintinnando con le punte dei piedi ti diersgno tanti auguri per te alice e mister B :)! un abbraccio


    Papaveromio,
    la pioggia nel pineto sempre amat. Ermione altro nome che porterei con me. Ci prendi sempre tu! e

    colpi di pioggia
    papaveri a testa in giù
    il cuore stretto


    a te, auguri grandissimi e grazie

    nina

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  8. balpa grazie per il tuo sguardo e sinceri auguri per un anno davvero felice.

    nina

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  9. Ciao Nina!! Prima della fine dell'anno volevo passare a salutarti... A prestissimo!

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  10. Voglio vibrare anch'io con il tuo strumento!
    Dolci e carezzevoli auguri per un felice 2010!

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  11. il ramaiolo, dada,
    care!
    tanti auguri a voi di quest'anno già dai mille tempi iniziato!
    un abbraccio
    nina

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  12. ciao Nina piacere mio di conoscerti e conoscere il tuo blog poetico!!!!

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  13. Suoni, vibrazioni, pioggia mi riportano al battito del cuore che ritmato esprime auguri sinceri per l'anno che si sta appena stiracchiando per il nuovo inizio :-)
    Baci
    Elena

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  14. Ciao Carmen! ben approdata qui!

    Two, a te auguri cara dalle mani d'oro che stropicciano papille! ;)

    nina

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  15. bastone scosso dalle braccia forti dello sciamano: e tutto luccica di pioggia e di in-canto argentato!cara la mia nina gocciolina continuiamo a tenerci per mano noi tre caravelline!

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  16. simonacar! non ci si crede, la contempraninità! :D
    evviva e sì per mano!
    un bacio

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