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27.5.10

Atterra






Avrei voluto baciarti
con la forza del vento
urlarti che t'amo

con un filo di voce
ti salutai
come si saluta il panettiere.






8 commenti:

  1. Gianmaria Testa, mi piace moltissimo questa poesia, soprattutto se recitata dalla sua voce.
    Il tuo disegno è bellissimo Ninetta.

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  2. ....ah , che dire ,...se il poeta muta in parole i battiti del nostro cuore e noi sappiamo ricambiare solo restando muti...

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  3. Acilia,
    voce profonda dal profondo del mare. Grazie cara

    Caty, e atterati.

    Se, le ho viste proprio sai? tornando a casa in auto per le campagne mi son imbattuta in un tronco così a terra, ché sembrava un umano.
    Notavo grandi somiglianze.
    un bacio

    nina

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  4. Non sapevo dove scriverlo, quindi lo lascio qui.

    I "TIMBALLI" tra i tamburi e le corde d'arpa nel tuo profilo o sono un ingenuo refuso o un'eccezionale trovata poetica.

    Buona giornata.
    virgilio

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  5. Anonimo-virgilio, bentrovato!
    Perché pensi sia un refuso? è una citazione da Soares/Pessoa quello, e il timballo uno strumento a percussione antico.

    "La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia"

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  6. è tronco
    è nodo
    è lumaca
    è nervo scoperto
    è atterra!

    quando sei a terra, il miopapàcaro diceva "albero a terra tutti a far legna"

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  7. papavero,
    mancava il tuo tocco, e il detto di tuo papà mi colpisce.

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