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7.9.10

Ti rubo un passaggio



ll sette settembre duemiladieci, sul far del giorno, Nina salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la sua situazione storica. La trovò poco chiara.


"Non volevo più rifiutare un amore, ma affermare il mio."






(Tutto questo, o quasi, lo scriveva Queneau, io gliel'ho rubato)




9 commenti:

  1. "Non volevo più rifiutare un amore, ma affermare il mio."

    ...ecco il vero passepartout

    nik_henry

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  2. era chiaro . non altrettanto se aalla fine entra ode esce dalla porta ...dovrò andare a cercare quel brano che così ben descrive la situazione ...ecco, dei petali cremisi ...p.s. grazie della sopportazione

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  3. nik, lo penso anche io.

    caty, nina-a-testa-ingiù è rientrata. Ha dato uno sguardo al balcone, ha visto che era vuoto, e ci ha pensato su.

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  4. Nina è in sospeso, o soltanto alleggerita?
    Bello scriversi un po' di qua e un po' di là... :)
    Silvia

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  5. guarda che appropriarsi di quello che è nostro proferito da un altro è un "esercizio di stile" piuttosto praticato e piuttosto legittimato:-)

    della serie nulla si crea nulla si distrugge tutto (caso mai) si trasforma :-)

    e farlo nostro gli imprime la nostra impronta (dapprima la nostra lettura) e la nostra particolarità di tassonomia e di nomenclazione ed allora per noi dal momento che l'abbiamo fatto nostro è davvero solo nostro!

    (a proposito di rubare io faccio le rapine vegetali..sono gli ikebana più riusciti! non sarebbe la stessa andare dal fioraio dal quale invero vado quasi mai)

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  6. Nina è sospesa, ma anche una don-nina molto leggera.
    baci da qua e da là! :)

    papavero, oh sì rubo con senno e giustamente :)
    tutto si trasforma, come dire tout se tien, anche!

    un bacio composto in un ikebana "alla papavero"

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  7. Quando tu avrai un passato,
    (Coquelicot de champ), ti accorgerai che cosa
    curiosa che è. Prima di tutto, ce
    ne sono angoli interi, di frane:
    dove non c'è più niente. Altrove
    erbacce che sono cresciute a
    casaccio, e non ci si capisce più
    niente neppure lì. E poi ci sono
    posti che ci sembrano così belli
    che uno se li rivernicia tutti
    gli anni, una volta d'un colore, una
    volta d'un altro. E lì la cosa
    finisce per non somigliare più per
    niente a quella che era. Senza
    contare quello che uno ha creduto
    molto semplicemente e senza
    mistero quando è successo, e che
    poi anni dopo si scopre che non
    è tanto chiaro come sembrava,
    così come alle volte tu passi tutti
    i giorni davanti a un'affare
    qualunque senza farci caso e poi
    tutt'a un tratto te ne accorgi

    Raymond Queneau

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  8. in tre librerie niente cartilia, resta feltrinelli

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  9. E poi ci sono
    posti che ci sembrano così belli
    che uno se li rivernicia tutti
    gli anni, una volta d'un colore, una
    volta d'un altro.

    così come alle volte tu passi tutti
    i giorni davanti a un'affare
    qualunque senza farci caso e poi
    tutt'a un tratto te ne accorgi

    ruberei anche questo a r.q. e a te, che me lo offri.
    grazie.



    Per Cartilia, firenze che io sappia non ci son librerie che lo tengono, prova feltrinelli (che ha solo un tipo delle mie agende) o rizzoli (che li ha entrambi) e se non trovi chiedi, ordina il mio nome così riforniscono.. :) Fammi sapere... e quando sarà aspetto una foto di te con l'agenda, e una con la tua mano e l'agenda, due mani che si stringono insomma. Ne voglio fare album.

    baci

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