Per cui riporto qui il suo déjà per spiegare il mio vu, anche se lui racconterebbe molto meglio, e con me prende la consistenza di sogno.
Déjà
A primavera mi trovavo in Florida. Passeggiando senza meta, entrai in una cattedrale. C'erano tante persone, e cantavano, seguendo il coro gospel che stava sulle scale dell'altare, dalle vesti lunghe e brillanti, forse verdi. Tutti battevano le mani, e le mani, come farfalle, in alto, sprigionavano gioia e forza a far vibrare le fibre di quel luogo. Un luogo celeste in terra, mi pare di percepire. Ero lì in mezzo, tra loro e cantavo pure io, credo. Verso la fine, a tempo di musica, in quel salire potente di voci che strappavano le parole al cielo, ecco cadere una pioggia di foglioline di carta, di tanti colori, in cui ci stava scritta una parola sopra, ognuna diversa, di gioia di pace di auguri.
Due foglioline verdi si erano fermate ai miei piedi. C'era scritto "Love" su entrambe.
Tieni, le ho riportate qui, mi sembrava un bellissimo segno.
Vu
Dovremmo allontanarci l'uno dall'altra, ma si devono prendere anche queste decisioni quando il gioco si fa duro. Ci sarà una porta sola d'altronde a separarci.
Però, prima di sedersi su quella sedia-da-pianerottolo, in cerca della sua dimensione, il mio bonsai ha fatto cadere due foglie, alle mie radici.
E ora, siccome è un déjà vu, anche lui sta cantando.
Io che sarei di te / I nei le vertebre
ogni riflesso rosso perso tra i capelli
E solo a pensarti lo sento / Che i venti
la polvere il mondo l’oceano l’idea
di un amore tremendo / tutto è dentro te
e come un distacco dal tempo è l’astratto dio
dell’universo che appare attraverso quel lampo
di sole / se guardi me / trasloco l’anima
Ma è un pò come se qua l’aria non
fosse che un via vai di tuoi respiri / Si spera anche così
fiutando pollini / con questa scena in mente di te che arrivi
E solo a pensarti
lo sento / che i venti la polvere il mondo l’oceano l’idea / di un amore
stupendo tutto è dentro te / E come un distacco dal tempo / È
l’astratto dio dell’universo che appare attraverso quel lampo di sole
se guardi me / come l’edera / Che ostacoli non ha
Così il mio folle amore sale ad abbracciare te.
(Edera - M. Gazzè)
*

d ove
RispondiEliminae eri
j amais
a ssente
v ero
u nico
e ro
d ovunque
e rravo
r idevo
a mandoti
(divertissement)
(pour Vous)
dolce sempre sei tu.
RispondiEliminaRuba ruba quanto vuoi, perché ciò che è mio è soprattutto tuo.
RispondiEliminai segni , l'amore , l'sttesa .un abbraccio
RispondiEliminale radici ringraziano.
RispondiEliminail bonsai è un haiku
RispondiEliminacol senso dell'essenza
vita piegata
ps: mandorla nella glassa ah si?!!
mandorla glassa e panettone intiero!
di fronte a questi commenti il mio augurio sfigura di sicuro, ma: Buon Natale!
RispondiEliminamandorla&panettone, andata!! :*
RispondiEliminaGrazie Dede, augurissimi a te!
bella la storia, hai fatto bene a rubarla per farcela leggere. Mi dispiace per il momentaneo distacco dal bonsai-Dafne, le foglie sono proprio di smeraldo come me le avevi fatte immaginare! ciao
RispondiEliminaS.
SIlvia cara,il bonsai sta molto meglio ora, aveva bisogno di aria fresca, poverino. Grazie che ricordi e accarezzi tutto. Un bacio (e auguriiiii!)
RispondiEliminaANCHE DA PARTE MIA UN AUGURIO DI NATALE SERENO.
RispondiEliminaALE
auguri di vigilia!
RispondiEliminaAuguri a tuttissimi! Grazie e un abbraccio...
RispondiEliminalampo di voce
RispondiEliminatintinnante emotivo
come un disegno!
lampo e cuori e raggio di sole! che bello trovarsi. grazie, L.
RispondiEliminaMi faccio sempre coccolare e dondolare dalle tue parole. Tanti auguri leggeri ma essenziali come le foglie e ciò che vi è impresso...
RispondiEliminaAuguri anche a te dolce Edda.
RispondiEliminaun abbraccio
nina