30.11.10

La radice della parola radice

nina illustrazioni francesca ballarini
Sono inquieta come un gatto inquieto.
Giro per casa e dimentico per quale motivo, mi metto seduta e non sto ferma, cammino e mi incanto su qualcosa, interrompendo il percorso da-a.

C'è un bonsai sul mio tavolo. È arrivato per regalo, ed è bellissimo, perché ha le cosce e pure un po' di ginocchia come radici, con le quali forma un arco, ma pure una A, e da lì partono le foglie di una chioma verdesmeraldo. Sicuramente ha delle braccia sotto altrettanto forti, e mi fa pensare a Dafne ("figlia del dio fluviale e della Terra") trasformata da Apollo in pianta d'alloro.
Lo guardo e mi ritempra l'animo, e avrei voglia di interrogarlo come un oracolo, a sciogliere questa smania di ora, perché vorrei riavere quelle radici lì, che conosco bene.

Possono le radici partire, gli chiederei?

Mesi fa osannavo le "radici profonde e trasportabili", che sei tu a portare con te.

Il punto è quando sono loro ad allontanarsi. In quel caso - assurdo - come si fa? Ti manca la terra sotto i piedi? No, ti mancano i piedi proprio. Le radici stanno o vengono portate, ma non possono allontanarsi da sole. Eppure accade. A volte pure in treno.

Sarà per questo che sono inquieta come un gatto inquieto. Vorrei dire alle mie radici di tornare, o portarmi con loro la prossima volta, trovo felice pensarmi come una dafne che non fugge più.



*

13 commenti:

SiLviA ha detto...

bel-lis-si-mo questo post!
Il disegno è meraviglioso ed è subito finito nella mia 'cartelliNina' del computer; poi mi ritrovo perfetamente nell'inquietudine felina di questi giorni e nelle radici profonde e trasportabili... Mi manca solamente il bonsai-Dafne, ma la tua descrizione poetica me lo ha fatto immaginare come se l'avessi qui (amo anche molto le storie di metamorfosi!).
Insomma mi hai fatto iniziare bene la giornata! a presto!
S.

Stima Di Danno ha detto...

Tu lo sai che ti voglio tanto tanto bene, si?

papavero di campo ha detto...

Mi fai pensare al noto titolo di un noto libro (noto però agli psicologiomani!) “senza radici non si vola” di Bert Hellinger uno psicoterapeuta che ha coniato ed applicato una sua pratica terapeutica appunto, la sistemica delle costellazioni familiari, piuttosto interessante accorgersi e teorizzare che l’ambiente familiare è la trama inconscia (attraverso anche il pesante condizionamento delle nostre passate generazioni che attraverso i nostri genitori vengono a rompere le balle a noi!) che ci impronta ci governa ci tiranneggia!
Forza oppure debolezza nelle nostre radici?
Io credo un po’ dell’una un po’ dell’altra.
Dalle radici alle ali in pratica significa doversi fare il mazzo!
Ma sì facciamolo! solo bene ce ne può incogliere, il bene di sapere chi sono cosa voglio dove andrò come farò a pagare l’affitto!
Il bene in realtà è anche riconoscere ciò che è e da lì poter partire.
La tua età ninetta è fibrillante per definizione, friccicarella, caotica divina!
Radici e ali e via!

(pure un papavero ha radici e ali)

radici e ali
schizzare vai e sostare
ho istinti duali!

papavero di campo ha detto...

schizzare via!
(ma schizzare vai rende uguale!)

haiku corretto:

radici e ali
schizzare via e sostare
ho istinti duali!

besos!

nina ha detto...

Silvia cara, che bello! viva la cartellinina promemoria :)
radici e metamorfosi, come musicanti sotto la pioggia ci legano spesso.
t'abbraccio!

Stima, lo rivoglio sapere ognivolta! :)

nina ha detto...

papavero,
radici sono trame sì, sono gomitoli, puoi seguire il filo, puoi farci un maglione puoi cominciarne un altro.

credo anche io sia nella forza che debolezza, assieme, come carezze e ferite buone per costruire.
Non sempre è facile, o forse facile solo a dirsi. Ma capirlo è grancosa io credo.

grazie per le tue radici e per le tue ali, veli di papavero

ninetta

Caty ha detto...

Stò qui a pensare alle tue radici sedute in un vagone del treno e d'altra parte le radici sedute ci stanno bene , assumono un'aria distinda , proprio come nel tuo disegno , nascondono il volto e ti lasciano a pensare quale sia il mistero...

nina ha detto...

caty cara,
il mistero rimane è vero, rimane sempre, chissà perché.

Nina ha detto...

Le mie di radici son proprio delle vagabonde, viaggiano più di me e spesso mi lasciano sola a interrogarmi su quando torneranno. La sensazione è che ogni volta io debba un po' ricostruirle, reinventarle, con corteccia e legno nuovo.
Come se si autorigenerassero, si rinnovassero ogni volta prendendo nuove forme, nuove pieghe.
Son mutevoli, loro, i viaggi le cambiano. Per esempio proprio oggi ero impegnata a rinterrarle, che stavano di nuovo tentando la fuga...credo di averle riprese in tempo.

Grazie Ninabella ^_^

nina ha detto...

ninacara,
mi fa sorridere leggere "ero impegnata a rinterrarle, che stavano di nuovo tentando la fuga...credo di averle riprese in tempo." conosco la sensazione, tenera pericolosa e sfuggente.
un bacio per te

VerA ha detto...

Che bello questo disegno di Nina seduta! E che bella l'idea di inseguire le proprie radici in treno! :)

Un bacio

Luca Ciampichetti ha detto...

Bella immagine, un po' inquietante l'idea di radici che migrano come i nostri migliori artisti. Migrano in un mondo che seppure non è migliore, si accorge di loro, anche se sono radici.
Ciao Francesca, una mia amica vorrebbe questa tua immagine nel profilo, che dici si può?

nina ha detto...

ciao luca, grazie!
sì, certo magari però fammi sapere chi è e se può citarne la "fonte"...:)
ciao!
nina

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