"Se mi emoziona / pensare una targhetta sul citofono / con i nostri cognomi congiunti / se prima di addormentarmi / mi studio di variarla / in ottone / in ferro smaltato bombé / in plastica oro a caratteri rossi / in plastica grigia a caratteri blu / in cartoncino manoscritto / nell'antica striscia del dymo immagina / quanto male mi faccia / pensare a un figlio in cui congiunti / fossero i nostri occhi."
(Variazioni possibili su una poesia di Michele Mari - da Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007)
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9 commenti:
straziante
sì, ma ci son le varianti.
...le variazioni sono splendide, la conclusione mi intristisce.
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l'emozione del condividere con lui diventa dolore nell'immaginare un figlio.
è davvero triste, nina.
Care lo so, c'est triste, le poesie di MIchele Mari fanno parte di una collezione chiamata Cento poesie d'amore a Ladyhawke dedicate alla donna che ha sempre amato ma mai potuto avere; negli anni le scrisse tutte queste poesie, e ognuna, ognuna porta tanto dentro. E io non ho resistito.
Ma ci sono le variazioni sul tema, appunto, e tutto è possibile.
baci a voi
nina
sull'amato Michele Mari: http://www.booksblog.it/post/1488/michele-mari-cento-poesie-damore-a-ladyhawke
bellissime le variazioni e anche la poesia... e io che pensavo di essere l'unica ad emozionarsi per una targhetta del citofono!
e invece....:)
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:-) tenerissima...
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