30.10.08

A ognuno la sua pioggia



(Raccolta, come promesso, dentro un ombrello al contrario...)

29.10.08

(e poi prendine a piene mani)



Mi dico sempre, ed è quello che cerco di fare. 
Se sento che quella pioggia è mia. 

Come queste anziane mani che aspettano di vedere pressate le proprie olive, frutto di tanta cura e lavoro e attenzione e amore nelle stagioni.  Leggi l'orgoglio in ogni gesto, si tuffa dentro con l'allegria di un bambino.

E' un tesoro tutto ciò che è profondamente nostro. 
E allora che se ne prenda a piene mani, qualsiasi età abbiano le nostre mani, e qualsiasi peso abbia il nostro bene.

28.10.08

Tipi di pioggia (#1)




Io lo vedo, in ogni viaggio, piccolo o lungo che sia, incontro centinaia di "stili piovosi". 

E quando capita li amo a priori, sembrano salutarmi saltellanti da terra dal cielo dall'aria, sono chicchi di pioggia, gocce multiformi, che donano magia a quell'attimo solo mio, lo riempono di ricordi, come se ogni pezzo, ogni puntino porti dentro una storia. 
Che è una mia storia, e ora loro "me la stanno piovendo".



(No, penso che non porterò mai un ombrello con me).

26.10.08

Le lendemain



(Buffo che due giorni fa
avessi incontrato al mare un galante fleuriste, 
che mi acconciava disegni di roselline 
tra i capelli.

Ieri in carne ed ossa 
si è materializzato 
e ha cominciato a disegnare il mio volto 
sulla spiaggia, 
sulla terra umida, 
mentre il mare ed io 
guardavamo.

E i fiori sono nati sul serio, 
tra le labbra e nel cuore).



24.10.08

Le fleuriste de la mer






Altri riflessi




Poi c'è la Locanda, la doppia L rovesciata. 

Tutt'altra verve rispetto a The Hand & Flowers (d'altronde questo è un restaurant-glamour-londinese e non un gastropub finto-abbandonato nelle campagne del Berkshire...); non proprio in tono con me, ma oggettivamente ottimo.

Non è un nome che bisogna spiegare quello di L., nè mi cimento io con la descrizione dei piatti, c'è chi lo fa meglio di me...
Ma in tono con Nina lo è stato più quel che ieri chiamavo Lillà.
Qui l'architettura quadrata, il menu da riconoscere al volo senza guizzi particolari, la troppa "italianità", non mi hanno avvolto così tanto.

(Io sono quella che di guida Michelin guarda l'atmosfera ormai lo si sa...)

E insomma la tenue e brunita luce non mi ha dato aria sufficiente. 
Però mi permetteva di guardare i bicchieri e le vettovaglie come sospesi nella loro ombra, lunghi grissini al parmigiano che si stagliavano come steli di giacinto fin ai miei occhi, e poi quello specchio, là in fondo, un fish-eye, che mi incantava. 

Sembrava la porta su un mondo parallelo.



23.10.08

Quando l'atmosfera sa di lillà






Nel mio viaggio sono passata attraverso alcuni luoghi speciali.
Erano lì per regalo, come caduti dal cielo, su un cortile dove piovevano edera e foglie colorate; ed erano lì ad accogliere gli occhi avidi miei.

Il primo è stato The Hand and Flowers, un gastropub in quel di Marlow.
La parola gastropub non rende l'idea, della magia e dell'eccellenza cristallina e non gridata di quel luogo. Non parlo solo di gusti, non potendo poi io assaggiare di tutto.

Mi aggrappavo ai colori, alla luce che entrava, al viso altrui incantato di fronte a un piatto inaspettato, all'assaporare per altri sensi quel che un luogo bello può comunicare attraverso i canali più disparati.
La tenue e confortevole disposizione degli oggetti, della musica lieve che arrivava come da una mansarda di un pianista ispirato, e la trasparenza del vetro che illuminava il tavolo dal legno chiaro, il bianco del piatto che conteneva il nido di crema croccante o la zuppa rossa striata di nero balsamico, e poi quel certo color lilla che pervadeva tutto.

O forse il lilla non c'era affatto.
Ma, non so perché, mi ha son portata dietro negli occhi quel colore, nel ricordo di quelle ore.


20.10.08

G.


Per te sono qui.
Per te ho viaggiato sopra distese dai verdi diversi, per te tocco terra.
Dalla pioggia da cui cado.

E diventa fango e diventa vero, concreto come questo amore che tu mi offri.


Auguri


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