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24.5.11

Nina Cambiavolto

Oggi Nina cambia volto. Nessuna ricorrenza, nessun motivo particolare.
Un tratto di tempo che è arrivato a farsi sentire, prima che lei stessa se ne rendesse conto.


Forse era stanca di star lì a braccia alzate da sola. Ha fatto un giro e s'è trovata su una nin-fea, ha incontrato un cigno e adesso sono in due lì a ciacolare. Si sta meglio sul river.

Era un disegno di tempo e tempo fa, di quelli rimasti sottovoce, quando Nina era piccolina, ma che io ho forte vicino al cuore per come conosco sempre meglio quella sensazione lì scritta, "Vero oppure No". 

Per cui lo riprendo, e da nascosto che era ne faccio specchio.


"Non sono una fata nè vivo su una ninfea, non ho ali, e non sono così leggera da non sprofondare 
nell'acqua del fiume. Di sicuro però, tu sei quel cigno, che mi fa sembrare che tutto questo sia vero."



Ed è buffo perché, vedi, sto ancora con le braccia alzate, ma ora le rivolgo a chi voglio.




18.11.10

Nina Girapagina #2

illustrazione capelli francesca ballarini gira pagina

Nina seduta e disegna, s'ispira e inspira e respira, e sospira.
Nina siede e si sdegna, segna un sorriso, degna di un riso.

Chissà se è seduta su un letto di piume, come gran cuscino,
oppure aspetta di risorgere, forse sgorgare 
da una gonna a coda di sirena, 
bellepronta per quando farà festa?

Nina Girapagina dice cose senza senso,
ma lo nasconde il senso, perché il senso c'è tutto
e pure il verso, di quei capelli
all'aria, son pagine girate dal vento.


L'aube se lève
Et le vie ce cortège défile
tombe la neige
la danseuse se réveille s'étire
moi j'vais à pied
de mon lit à ma table y'a pas d'bus
dire que je vais rester
toute la journée
assise

Vous papillons épinglés
une belle nuit d'été sur ma page!
vous amoureux déchirés
couchés sur le papier bien sages!
c'est à mon tour regardez
j'ai une voix pour chanter
j'ai des pieds pour courir

j'vais quand même pas rester toute ma vie
à écrire.
*




*

11.6.09

Io e Nina e voi


Oggi Io&Nina compie 1 anno.

Sembra volato, tanto per ritornare sul leitmotif di tempo e ricordi. 

A volte ritrovo momenti presenti che mi ricordano post passati; ché qui dentro è diverso da un taccuino con il giorno segnato, o una foto che tengo per me. Alcune cose hanno assorbito un significato particolare, amplificato in sordina, come un paradosso compreso, o una verità nascosta, insomma due contrasti due specchi che si specchiano e moltiplicano a non finire i rimandi.

Da una parola o un pensiero che fermo, e che collego a una mia immagine, a volte per caso, a volte di proposito, ne nascono rami di gelso, che ne gemmano ancora altri. Che sono segni per me, che sono parole vostre, che sono sorprese di feeling che si costruiscono, o di affinitàelettive di cui siamo già dotati.

Di me e di Nina tante cose sarebbero da raccontare o spiegare, ma è come se tra queste pieghe tutto sia lampante per quel che si deve comprendere, e basta così.
Un pò come le onde di cui qualcuno ha parlato, del bianco che lascio nei miei disegni e dei confini che si stralciano con esso e con le lettere segnate sopra che ne aprono tante altre di finestre.
Un pò come il lilla che qualcuno ogni tanto coglie e pensa a me, come nascosta dentro a una violetta o sotto il petalo merletto di un iris.
Un pò come il faro in qualunque luogo si trovi, o la pioggia e la fantasia che nasce con essa.
Un pò come i numeri che disegnano un volto, che sia di Nina o di Francesca o di un ipotetico cammino.
Un pò come l'Anonimo che passa di qui e mi dice che esistono entrambe quelle due, entrambe reali.


E pensare che c'è stato un momento che Francesca voleva chiudere Nina. Perché scriveva e non trovava le risposte che cercava, come se avesse bisogno di vedere dei segni che invece nessuno lasciava, che da sola non ci sapeva stare. Poi parole saette schioccate da un arco, da persone-sconosciute-ma-che-la-stavano-conoscendo (l'ho detto che qui è un paradosso svelato) l'hanno fatta riprendere, e siamo arrivate fino a qui.

Dico grazie a quegli occhi insomma.


Ora nella ricchezza che non riesco a scrivere tutta, che mi dà questo giardino, con tutti voi, sono nati tanti fiori, dentro me dico, che crescono sempre più diritti e spavaldi come sicurezze, come cose che scopro forti in me, che in fondo è il motivo per cui questa sinfonina ha cominciato a suonare.
Ché poi trovare il giusto teatro ci vorrà ancora un pò (e in fondo spero non finisca mai quella ricerca, mai abbastanza).


E per quel che si può svelare ogni tanto - nella bellezza della confidenza, come dice qualche Papavero - oltre me accanto a Nina, e i trucchi che toccano la sua pelle come i contorni e le sfumature del suo volto (che un giorno come una pazza, in treno, non avendo colori, ha usato i suoi trucchi per dar sfogo al bisogno-di-segnare), mi piacerebbe conoscere chi è che passa di qui e magari silenzioso di solito se ne va. 

Vi vedo non vi vedo...lasciate un petalo, una nota per me.




Io e Nina  e il nostro comune iris che sboccia tra le mani.



20.3.09

Girapagina


La primavera è alle porte come si dice, ma da me fa la stravagante e si preannuncia con grandi tuoni notturni e una sveglia mattutina del color dell'argento. Un lilla argenteo diciamo. 

E poi un grande vento, tipo quello di Chocolat, che quasi potresti vedere spuntare dal campo laggiù due figurine rosse, una grande e una piccola che se ne vanno o che arrivano, sfidando la forza dell'aria avversa.

Partenza o arrivo, vai a capire cos'è. Una cosa sola, magari.






(Buona attesa)

Nina e il suo taccuino girapagina



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