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29.11.13

Tra le mie braccia

Aprire il cassettone basso della credenza - di quelli che ti cadono sui piedi perché non ricordi mai così pesante, come un baule che lasci a dormire fino all'autunno successivo, quando fuori diventa freddo - 
e trovare, tra le milioni di foto guardate e consumate sin da piccola, tre polaroid, dentro una busta da lettere mai postata, quasi lasciate per caso lì 31 anni prima, inconsapevoli, leggere e arrossite dal tempo.

Senza neanche un mese di lune, io tra le braccia di ognuno, in uno scatto di natale anticipato. 
Benché sia il fagotto di coperta il centro di quella festa fotografica alternata, vedo solo le loro braccia, che mi portano.


La mano a stella di mia madre, che grazia più di quella mano che sostiene non c'è, 
nello sguardo inclinato che le disegna le sopracciglia, stanca e bellissima, 
ai suoi piedi una coperta fatta ai ferri, dai toni inconfondibili che sceglieva sempre nonna Bianca 

e sulla sua gamba la mano di mia sorella, dalla pelle lucida e tesa come violino armonico, 
negli occhi i saltelli che faceva ormai da un mese, 
e il fresco della gioia e il calore di casa nel pigiama coi coniglietti, 
di cui avrei sentito poi grandi storie inventate per incantarmi


Come quel pagliaccio che le piacerà di sicuro,  
da sorella maggiore chesiprendecura, ma insegna,
lo tengo io, ma ci puoi giocare
(saltavano cappelli, perdevo i pon-pon, non c'era verso), 
ma i colori li ho imparati tutti, giuro.


E poi la felicità quieta già allora,
 di essere tra le braccia di dolce uomo moro barbuto, 
che sa tener chiuso il Vaso di Pandora lì vicino,
e che mi placa con un sorriso lungo, di quelli scardina-dispiaceri, 
che ora sono diventati anche i miei.


Il pensiero per cui forse impazzirò, è che queste tre polaroid hanno lo stesso tempo della mia luce addosso. Cioè, siamo nate vicine, hanno la mia stessa età. Un istante di luce impressa 31 anni fa - ma che continua a durare, e ancora e ancora e ancora ora.
E in ogni scatto, e dietro ogni occhio, c'è una prova, in cui so leggere i miei abbracci di adesso - come sono fatti, cosa stringono, per chi lottano, cosa proteggono, per cosa durano.

Riconoscere e danzarsi tra le braccia, viene da allora, dalla prima luce.

Per questo, io e il cassettone dei ricordi - quello che ogni volta dimentichi quanto sia colmo - abbiamo deciso che saranno gli abbracci, oggi, a compiere i nostri anni.



Nina nel suo Giorno di pioggia





11.6.13

5.










"Sei così piccola, ma prendi così tanto spazio."



Stanotte Io & Nina compie 5 anni. Un lustro - illustre non so, lustrato a tratti, illustrato da segni e non segni. Tempo colmo, che bombarda e riappacifica, trattiene e lascia andare.

Per festeggiarla fate questo, dite una verità - che per lei è l'eroe di ogni racconto.
Qui dentro, a qualcuno, all'aria - ma ditela. Che esca fuori da voi, che viva.

La mia verità - e la mia promessa, da sempre - è che noi non andiamo a caso, Nina.
Noi andiamo a casa. 
Tra corde e arpe, timballi e tamburi, è la nostra ricerca nel tempo, che straripa di senso, anche quando non lo vedi.

Perché, come dici spesso tu, "tout se tient".


Francesca



*


29.11.12

Let the seasons begin


Sai le audiocassette di quando sei piccola, tipo C'era una volta, e ascolti una voce bellissima che ti racconta una favola, e te la racconta così bene, ma così bene, con quel vibrato caldo e balsamico, che tu te l'immagini nella testa ogni cosa, personaggio, albero parlante, stradina perduta, campo di papaveri, musicanti di brema, zuppe di pietra?
E così, quando sei grande, ti ritrovi a cercare disperata quel libro di cui avevi visto quelle figure bellissime, sì, bellissime, ma non lo trovi mica il libro, perché non esiste, era la fantasia che aveva fatto di meglio, grazie a quella voce là dentro, a quel tempo.

Quel cuore è rimasto così conservato, riempito di cose vissute e intrecciato di fili colorati, ma sempre lui. E proprio perché è sempre lui, ancora cerca le cose in cui crede e sente sue, e tradirsi non può.

Non c'era un attimo da perdere, 
domande da rinviare e illuminazioni tardive, 
se non le si erano avute per tempo. 
La saggezza non poteva aspettare i capelli bianchi. 
Doveva vedere con chiarezza, prima che fosse chiaro, 
e udire ogni voce, prima che risonasse.

Comincerà la stagione che le appartiene, quella che la voce dell'audiocassetta le faceva immaginare, e in cui credeva fermamente, e che esiste. La fantasia non è mai una cosa irreale.


La canzone del titolo è Elephant Gun, Beirut.
Il disegno dello scoiattolo non è mio, ma magari sono io.
La poesia viene da La breve vita dei nostri antenati, di Wislawa.
La voce dell'audiocassetta è di un augurio che mi ha fatto piangereridere assieme.


Nina +30

19.7.12

Quel fiore

Perché è così: prima si sbaglia, ci si perde, ci si arrampica per astratte impalcature intellettuali, finché la vita un bel giorno comincia, coi suoi gesti leggeri e sapienti, a richiamarci a lei: è come aprire gli occhi ad un tratto e ritrovarsi su una striscia di prato al sole, vicino alle pietre e alle piante. Il senso della vita non è più sparso, nel cervello, nelle mani, negli occhi, ma è tutto raccolto nel centro del petto, come un enorme fiore o come una corazza: e il domani non è più che portare sempre più in avanti quel fiore, sereni, eretti, per una grande strada bianca.


(Antonia Pozzi, 1937)



12.6.12

Nina è quattro


Quando pronuncio la parola Futuro, la prima sillaba già va al passato.
Quando pronuncio la parola Silenzio, lo distruggo. 
Quando pronuncio la parola Niente, creo qualche cosa che non entra in alcun nulla. 

(Le tre parole più strane - W. Szymborska)



M'immagino che di qui, Ninopoli silenziosa in fermento, passi qualcuno ogni tanto, con una giacchetta primaverile che ti ripara dalle bufere improvvise, in una promenade simil-parigina al crepuscolo, l'ora preferita.
Le prime luci si accendono, ché la luna fa la pigra, e le finestre si illuminano. Ma Nina da quel davanzale non si affaccia, l'uomo d'acqua non straripa, le conchiglie non ticchettano, tutto è oltre il vetro e i punti interrogativi saltellano sul marciapiede, e si continua ad andare.


In tutto questo infatti, mentre Nina si fermenta come mosto e ha un angelo birichino per capello, intanto fa 4 anni. Quattro. Che è tanto. È il doppio di lei e Francesca, è come le lettere che la compongono, come gli anni che son suo anagramma, è il doppio di noi, è un numero pari che le sta simpatico, è il numero di Aprile, è 4 come i 409 410 pensieri-segni lasciati qui, che ogni tanto per tornare anche io per quelle vie, leggo a caso, e sorrido per l'identità mia che si rilegge, è cresciuta, ma si rivede ogni volta, e fatico a scegliere una traccia che più delle altre ricalca questo corpo, perché tutto assieme vale, sempre vale.
(E se dico 4, mi scrivete nei commenti i vostri 4 post più amati, dall'11 giugno 2008 ad oggi? Entro il solstizio d'estate, ché poi ne pesco uno, in acque dolci, e gli mando una sorpresa, sciolgo la treccia dal comignolo e gli scendo giù la luna).


Intanto continuo a colorare al lume del terzo piano, mai fermata dal ritorno da Parigi, e così l'estate proseguirà, nei suoni della lirica.
Quando cammino tra queste calli, penso a quanto Nina manca, ma assieme partecipa a tutto, da quando è partita da Ninopoli; perché lei c'è io sto facendo tutto questo, e per gli occhi cari che passan di qui, che vorrei poter avere sempre con me. Ogni viaggio è un ritorno, no? Per cui torno. Torniamo. Ecco.


E per festeggiare, cari passanti amati, lascio le finestre aperte, quelle illuminate, con le tende svolazzanti, che son tele disegnate, che presto si spalancheranno a far entrare il turbinìo dell'estate. E quelle 4 candeline su una torta di carta - le vedete? - Vento e voi tutti, soffiate soffiate!, con l'augurio che la sinfonia di questa piccola Nina sempre tra le vie possa suonare, e cantare, e ballare.


F.




29.11.11

29 righe



Le terrine di terracotta, gli smalti, il color cipria e il color tortora,
le Dolomiti a luglio, i cardigan, la noce moscata,
le feste in maschera, le ecoline,
chi gioca con le parole, chi ti lega con briglie fiorite,
le parole usate bene, le parole non usate per buona scelta,
bibì e bibò,
la rete dei campi da tennis sulla spiaggia, gli occhiali a farfalla,
comprare album da disegno che non servono mai,
perdere penne che usi sempre,
le mani belle, Florence and the Machine, i fili di lana,
il mio gatto che russa, il plaid color turchese,
chi ti scrive quando gli scrivi tu,
l'albero di fichi, l'albero di loto, il mio bonsai,
dormire sul pavimento fresco quando fa caldo,
affondare i tacchi quando il prato è ancora umido di pioggia,
usare i colori a caso, usare un solo colore per mesi e mesi,
tu d'inverno,
il mio pennarello color melograno, la mia nuova tazza da tè che sembra un uovo sodo,
i miei capelli, io d'estate,
quando i bambini ti guardano come fossi loro coetanea,
la pazienza e la costanza, gli stormi e i corbezzoli,
i nastri colorati che mia mamma grazia mette sui capelli bianchi di mia nonna bianca,
i cucchiai di legno, i semi di girasole, i lamponi che hai raccolto tu,
le costellazioni, chi studia gli oceani, chi conosce le radici delle piante,
le giacche color cammello, i cappotti rossi, mia sorella che suona il basso,
chi non si lega agli oggetti ma gli oggetti si legano a lui,
i sassi sott'acqua, i telescopi e il mappamondo,
i salici piangenti, le foglie secche come figlie sotto l'albero,
le panchine di pietra, la stazione vuota nel primo pomeriggio, il mio nome.


29 Novembre, 29 righe, 29 Nina. 
Da qui posso vedere il mare, fiume?


N.



17.10.11

Ninestrone 2012

ninestrone francesca ballarini
Scusate il ritardo, ero ancora alla stazione di N mi sa.
Quando son tornata, un po' infreddolita dal paradiso perduto delle probabilità, ho infilato il grembiule tirolese e mi son preparata un minestrone caldo e confortante (nonché alquanto insolito - al posto di coltelli e pentoloni, noi si usa pennelli e matite).

Un concertino di ortaggi è cresciuto sulla carta e nell'acquerello, e io non mi fermavo mica, giocavamo a farci le linguacce e a saltellare da foglio in foglia.

E intanto pensavo che un minestrone, un buon minestrone, di quelli sinfonici nel loro scompiglio, di qualsiasi foggia si tratti, è come un tutti-insieme-appassionatamente. È un "con", variopinto e armonico, che ti fa stare bene.

Sinfonia e minestrone è il cesto di pastelli colorati qui davanti a me, sparsa confusione di shanghai, tra gomme spugne e pennini, ma che porta il tumulto di ogni disegno che sta ancora dentro,
sinfonia e minestrone è «Il mio cervello zeppo di idee strettamente ripiegate come il dorso dei fenicotteri
quando volano verso sud al tramonto» - scrive Virginia Woolf,
sinfonia e minestrone è la tavola affatto apparecchiata ma piena degli ingredienti per il dolce della domenica,
sinfonia e minestrone è il letto sfatto mentre fuori piove, e c'è il gatto e c'è il libro e la matita preferita per sottolineare e toh pure una tazzina di caffè,
sinfonia e minestrone è riconoscere un ordine speciale in un apparente caos, un qualcosa di magico e personale che ci permette la lettura di quel disordine, e ce ne fa affezionare, perché spesso è una traduzione tutta nostra, quasi un nostro ritratto, ma fuori, ed è bello riconoscersi fuori.

Minestrone è un buon augurio per tutti allora, mi son detta.
Noi però lo chiameremo Ninestrone, di una sinfonina di verdure.

verdure illustrate ortaggi colorati

Nasce così per queste future feste il Calendario Ninestrone 2012, 
raccontato da 12 buffi ortaggi stagionali, vivi e fiabeschi, d'acqua e acquerello ninesco;
stampato su fine art paper e dai disegni sfilabili (formato 40x18cm), per essere incorniciati a piacere
allo scadere di ogni mese.


Come averne un piatto? 

1. Un Ninestrone sarà in palio per il contest di fine anno di Nina, da qui al 20 novembre 27 Novembre (prorogato a gran richiesta oggi 17 Novembre!)
2. Per chi lo desidera, dato che il Calendario Ninestrone sarà fatto su misura e in edizione limitata 
e numerata, è pregato di scrivere un'email a Nina entro il 25 novembre per prenotarlo (poi se lo vincete meglio pure!) 


Regolamento per la conquista di un Ninestrone 2012

Ingredienti: Nel calendario ci son porro, cetriolo, melanzana, carota, raparossa, pomodoro, piselli, indivia, fiordizucca, cipolla, fagiolino, patata, radicchio e prezzemolo, ma nel vostro Ninestrone potrà andarci di tutto, ché non sarà solo un minestrone alimentare, anzi! A ognuno il suo caos perfetto e nutriente e vitaminico di ricordi di oggetti di pensieri e pinzillacchere.

Procedimento: Raccontate dunque, inventate, disegnate, fotografate, cucinate
o silenziosamente mostrate la vostra sinfonia-minestrone,
un tutti insieme appassionatamente che è attorno a voi, di fronte agli occhi, o nei meandri dei pensieri.
 Quell'insieme di ingredienti che vi fa sentire a casa anche quando non ci siete dentro,
che vi conforta con piacevole tumulto, un disordine armonico che voi ben riconoscete,
perché contribuisce alla riuscita della vostra personale sinfonia.

Pubblicate poi la personale interpretazione sul vostro blog, flickr, pagina facebook,
 canale youtube,o qualsiasi altra pagina visibile a noi tutti,
che abbia come titolo "Il mio Ninestrone" 
e un link al presente post del concorso utilizzando questo banner:

concorso vinci calendario

Lasciate infine il link del vostro post come commento qui sotto, Nina provvederà a inserirlo in un'unica lista, tra i ninestroni dai molteplici sapori che metterete in tavola.

Scadenza
Tempo di cottura: Avrete un mese per creare, tutti i post dovranno esser pubblicati
entro la giornata del 20 Novembre  27 Novembre!


Giuria per giuria assaggeremo il vostro ninestrone e decreteremo il vincitore!

calendario illustrato 2012

Lo Chef dice:  È un augurio di Nina tutto questo,
in onore delle armonie che si creano in questi intrecci della rete,
e degli sguardi che ti leggono e si riflettono e di cui ringrazio
(conosco persone colorate come un radicchio, croccanti come un fior di zucca,
fresche come fagiolini alla mentuccia), 

e per l'apparente minestrone di aspettative e desideri che cucina ancora dentro me,
ma che nel tempo prende contorni sempre più chiari,
 perché poi penso al sapore buono, caldo e intenso che avranno dato a fine preparazione,
e che i sensi riconosceranno quando sarà pronto,
in una variopinta attesa che a volte pare disordine, ma non è.


[Il termine sinfonia viene dal greco συμφωνία symphōnía, composto da σύν = "con, insieme", e φωνή = "suono"]



*****
 Nel Menu - I Partecipanti


  • 2. Claudia Scorza d'Arancia con Tu la conosci Nina? con baciuzzi pi'mia "bedda duci e zuccherata".
  • 5. Suster di Pisa&Love con Il nostro Ninestrone - "di segnali di una realtà multiforme, che a me sfugge, a lei no."
  • 7. Ale racconta qui il suo prezioso tutti insieme appassionatamente - "Caffè e tazzina sbeccata e biscotti e facce intorno che fanno stare al caldo e ricordi di sorrisi che non ci sono più attorno ad una tavola, che scaldano ancora...Come quello di mia nonna che giusto un anno fa moriva...Le mie tazzine di caffè hanno tutto questo senso dentro". 
  • 8. Vogliounamelablu e il suo Falling in love ai Laghi di Lamar "leggero come una ninestrina e dal sapore delicato (sa di foglie secche stropicciate, vi avviso)".
  • 9. Silevainvolo con Ninestrone e faccia tosta - "I tempi di percorrenza sono brevi. Non scuocere le verdure come certi amori troppo molli che annacquano il cuore".
  • 15. Liquirizia con Ninestrone emozionale - Gli ingredienti emotivi li trovate nel vostro orto umano: le radici ai piedi, le foglie in testa, i fiori in bocca e i frutti della passione nel cuore.
  • 16. Tri mamma con Ninestrone Matrimoniale - tra le stanze e gli oggetti di una decina d’anni vissuti “tutti insieme appassionatamente".
  • 17. Simona Pinto con Ninestrone Viola del Pensiero -  di pensieri misti che s'accavallano e moti e idee che in questi giorni fan friccicare la rete...
  • 18. Patrizia con Assaporiamo l'autunno -  questo era il mio intento, recuperare le foglie del parco e portarmele nel giardino, rivestire il prato verde di coriandoli multicolori.
  • 19. La Cuoca Pasticciona e il suo Ninestrone dell'AmaraDolcezzauna sinfonia nuova in cucina che sprigiona un qualcosa di fiabesco (o Ninesco)...
  • 20. Owl con Ninestrone silente - di suoni familiari che raccontano, colori che accarezzano, silenzi che condiscono.
  • 25. Ciboulette con Il mio Ninestrone è arancione - una sinfonia è fatta di tante note, tanti movimenti, tante variazioni: e quest'anno la mia è scritta su uno spartito completamente nuovo ed è la musica più bella che abbia mai ascoltato.
  • 26. Valewanda con Ninestrone di lillà - un fiore per quel sentirsi di voler essere esattamente lì, non capita sempre nella vita.
  • 28. Roberta Cobrizo con In groppa ad un fagiolo - la sua faccia invece era paralizzata dall'incanto, a bocca aperta, di fronte a cinque piantine che ormai erano alte dieci centimetri...
  • 29. Olgaolgae con Il Mio Ninestrone (o il bello si fa forza!) - Lui, leggendo solo una frase scritta e appesa nel suo studio o chissà forse proprio un pensiero comune, un desiderio comune, un sogno, ha detto sorridendo: “Il bello si fa forza!”.



(to be continued, prorogato fino al 27 Novembre!)


*


3.7.11

Tre Mare

francesca ballarini illustrazione salvataggio

Con te io sono giovane
Quando laggiù gli alberi minacciano
E il cielo svanisce in lontananza
I tuoi occhi mi toccano

Quando ogni passo si perde sull'erba
Quando ogni passo sfiora le acque
Quando le onde mi fervono in testa
E dall'azzurro qualcuno mi chiama

Con te io sono giovane
Cadono i miei anni come foglie
E qualcuno colora le mie tele
Allora esse brillano di te

E sul tuo volto il sorriso è radioso
Più chiaro assai delle nubi più chiare
Allora io corro dove sei
Dove mi pensi e dove mi attendi.


(Marc Chagall)






*

25.6.11

Piena di Grazia


Auguri mamma, che non è un caso che questo giorno fu quel giorno.

Le persone che ti amano t'indicano sempre la strada, guarda quanti fili colorati di possibilità mi raccontavi lassù.



*

14.1.11

Riempi il mare

illustrazione mare francesca ballarini

Ché il mare, come a dire il tempo, lo reinventi tu, dice Nina. 
Ci cadrà una collana da cercare, un pesce rosso che ha trovato la strada, belle lacrime salate, desideri sotto forma di conchiglia, ancore per attraccare e ancore per ripartire.

Lasciare dei segni che non siano scie sull'acqua, è una questione di cura.

Su un dizionario speciale  sta scritto che "la cura è una parola stereofonica. Parola di scoperte e avventure intimissime. Parola di chi sa di essere al centro della propria esistenza. Parola che non si costringe in alcuno spazio, ma li abita tutti. Parola del superamento di noi stessi, parola-energia che modella i nostri gesti, parola che sa restituirci ciò che credevamo di aver perduto. Parola che assomiglia a quell'unico volto che solo contiene in sé tutti gli altri che abbiamo amato e quelli che ancora ameremo."

Preparate le vostre ampolle per quest'anno, clessidre piene d'acqua, capovolgetele e riempite il vostro mare, ché diventi oceano.
Fateci poi ballare i pesci, sposate le sirene, tuffatevi, imparate le astuzie e a leggere le stelle, e siate trasparenti come acqua.




(Something in the water

30.12.10

In questo quando


illustrazione milan kundera amore francesca ballarini


"Tereza sentì la propria anima precipitarsi alla superficie attraverso tutte le vene, tutti i capillari e tutti i pori, per mostrarsi a lui." (M. Kundera)


Penso che tutto sia legato a una fatto molto limpido, fuori da tutti i garbugli che con la quotidianità e i progetti apparenti siamo capaci di creare.

C'è chi è determinato e c'è chi è determinante nelle nostre vite.
Non possiamo farci nulla, e io ne gioisco. Voglio dire, non sono preoccupata, perché mi sento fortunata.
Perché io so chi sei, e so che tu sai chi sono.

E intendo tutto l'essere che porta con sé quel verbo, come si è, cosa si desidera, l'idea più antica che ci portiamo dentro - per caso nella nostra anima ci stia scritto qualcosa in allegato, una didascalia, una specie di etichetta del tipo "lavaggio a mano, non candeggiare".

Io ho la sensazione che quest'etichetta qualcuno l'abbia letta, e che io abbia letto la sua.
Quando succede questo, nessuno può togliere la forza; può succedere tutto quello che vuoi, resta il fatto che someone found you.
E quando sei trovata, quando sei e sai, non c'è strada migliore, non c'è posto migliore, è come sentirsi a casa, ma pure altrove, solo che nello stesso tempo.

Kundera, ancora, scriveva che nel vivere non c'è alcuna felicità, è portare il proprio io dolente per il mondo. "Ma essere, essere è felicità. Essere: trasformarsi in una fontana, in una vasca di pietra, nella quale l'universo cade come una tiepida pioggia."


Davvero è la sensazione forte che sente il mio corpo, sicuro senza paura. Una sensazione a volte sfuggente, pur sempre conoscendola. Perché il corpo mio, con cui parlo, è uno, e la solitudine è cosa atavica. Ma qualsiasi cosa accada, si dica, so che una specie di me è in giro per il mondo, a passeggio, o magari mi è seduta davanti, con un altro cuore un altro corpo un'altra vita, e per questo bella, perché altra.
Ha un corpo diverso dal mio, e se lo visualizzo è un corpo felice, ha le farfalle nello stomaco, ha il cuore in gola e parla con le parole che so che sa che vorrei, risponde prima che io domandi, ha gli occhi pure dietro, perché tutto vede.


Magari un giorno saprò spiegarlo meglio, e forse lo spero. Però dico grazie a questo tempo, a questo scorrere del tempo che me lo fa capire.

Sapete, io e il tempo ci amiamo, perché secondo me la sa lunga. E a me, che penso sempre sia troppo breve o fuori registro, lui guarda paterno e rassicurante, e mi schernisce.


Buon viaggio, buon anno futuro a voi, che sempre dolcemente passate di qui.


Nina




*

10.12.10

Canto di Natale ~ "I Baci di Neve" (versione illustrata)

C’era una volta un piccolo fioraio.
Lo potevi incontrare al mare che t’appuntava fiori tra i capelli, o nascosto tra le foglie di un lillà, il suo colore preferito. 
Durante l'inverno si trovava spesso da solo. Aspettava la bella stagione e vagabondava cercando luoghi fioriti, invano.
In un pomeriggio freddo e silenzioso, all’incrocio tra Via dell’Altromondo e Largo Sinfonia, inciampò nella Montagna Alzatina. Era bianca e accogliente, gentile come i suoi vasi portafiori. Con fare nostalgico si arrampicò su di essa, e da lì contemplò l’orizzonte.




Pensava che i suoi fiori gli mancavano proprio, come mancano i baci a un innamorato. 
Come quando ti manca il pennino se vuoi disegnare, o un ingrediente speciale quando vuoi creare. Vale un po’ per tutti l’inverno dei fiori, pensò. 


La Neve, che lo vide affacciato dalla Montagna Alzatina, si accorse di lui e dei suoi pensieri.
Mentre lo guardava, comprensiva, sentì una strana spinta che la induceva a muoversi, un motore immobile che non sapeva neanche di avere, lei così abituata com’era a "cadere".


Cominciò pian piano a rotolare su se stessa, a formare piccole palle di neve, girandosi sulla terra, facendo capriole e ballettare una sull’altra. Sembrava volesse raggiungerlo sulla montagna, lui solo e malinconico. 


In effetti era un bellissimo fioraio, è dovere dirlo. Baffetti nero corvino da sparviero, una blusa violetta che gli cadeva a pennello (e pure un po’ a matita) e un andamento sinuoso che ogni volta pareva sfuggirti dalle mani. 
Forse la Neve quando lo vide se ne innamorò.



Fatto sta che quel rotolìo di baci di Neve, che si mescolavano e facevano scalette per raggiungerlo in alto, agli occhi del piccolo fioraio non parve vero. 


Perché sì era neve, sì s'avvicinava il Natale e tutto è possibile (qualcuno dice), sì era inverno e di fiori neanche l’ombra, ma lui sentiva crescere nitido un profumo d’estate.

Un sentore di cocco, a essere precisi, che si diffondeva a ogni saltellare di quei baci di Neve, che ormai avevano riempito la montagna, ora innevata.

Per il fioraio, prima solo e in attesa delle sua stagione lontana, ora tutto era cambiato.




Camminava adagio e incredulo su quel manto bianco, tra i morbidi altorilievi che lo attorniavano e gli facevano da cuscino e gli tiravano baci, inebriandolo di profumo di cocco e zuccherino. 
Su quella specie d'amore che l’aveva raggiunto, infatti, non poteva far altro che passeggiare leggero come un uccello. 
Ricordava bene (lo diceva pure Emily) che come gli uccelli bisogna camminar sulla neve, e non ferir ciò che sta sotto, e che probabilmente ha steso i suoi sogni ai tuoi piedi.

Pensò inoltre che era molto buffo, e pure speciale, perché a dispetto del tempo e delle stagioni, aveva nevicato al contrario per lui, era la Neve ad averlo raggiunto. 
Un po’ come un fioraio che riceve dei fiori, stavolta.
Stava bene lui lassù, con la sua Neve che profumava d’estate, e decise che avrebbe aspettato lì quel che le stagioni sempre possono portare.







“L’acqua è insegnata dalla sete.
 La terra, dagli oceani traversati. 
La gioia, dal dolore. 
La pace, dai racconti di battaglia.
L’amore, da un’impronta di memoria. 
Gli uccelli, dalla neve.
(Emily Dickinson, 1859)









Baci di Cocco e Quark, ricetta gluten-free per fare delle "neve innamorata" in casa:

• 4 albumi (120 gr circa)
• 150 gr di zucchero a velo setacciato
• 70 gr di quark (20% di grasso) (in mancanza sostituire con della ricotta)
• 200 gr di farina di cocco
• piccoli pirottini di carta

1. Montare a neve gli albumi insieme allo zucchero a velo.
2. Incorporare il quark e la farina di cocco fino ad ottenere un composto omogeneo.
3. Con le mani bagnate formare delle palline di circa 40 grammi ciascuna e riporle in piccoli pirottini.
4. Cuocere nel forno preriscaldato a 160°C per circa 15 minuti. I baci dovranno essere leggermente dorati. Far raffreddare completamente prima di consumarli.
I baci si conservano a lungo in una scatola di latta. Con ogni giorno che passa sono più buoni. Si possono anche ricoprire di cioccolato.

 - Illustrazioni & Racconto di Nina, Fotografie & Ricetta di Alex (la versione fotografata del racconto, qui) -

Nota delle Autrici: Questa è una storia che nasce dal filo invisibile che lega Alex e Nina: due anni fa la prima regalò un fiore viola all’altra, un fiore speciale, convincendola a continuare a rimanere qui nella rete e tentare la sorte di illustratrice vagante e marina. 
Alex è la “madrina fioraia” di Nina, e se la ride pure, perché dice di avere il pollice nero. 
Nina è per Alex un punto di riferimento nel grande mare che è la rete. Un faro su cui fare sempre affidamento, una spiaggia piena di conchiglie dove poter mettere radici. E nonostante Alex e Nina non si siano mai conosciute, sanno che un giorno cammineranno insieme in mezzo ai fiori (viola) e alle conchiglie. 

(Il nostro Racconto/Ricetta partecipa al Contest "Aggiungi un Blogger a tavola")





29.11.10

28 autunni per Nina


In sogno
dipingo come Vermeer.
Parlo correntemente il greco
e non soltanto con i vivi.
Guido l’automobile,
che mi obbedisce.
Ho talento,
scrivo grandi poemi.
(...)
Sareste sbalorditi
dal mio virtuosismo al pianoforte.
Volo come si deve,
ovvero con tutte le mie forze.
Cadendo da un tetto
so cadere dolcemente sul verde.
Non ho difficoltà
a respirare sott’acqua.
Non mi lamento:
sono riuscita a trovare l’Atlantide.
Mi rallegro di sapermi sempre svegliare
prima di morire.
Non appena scoppia una guerra
mi giro sul fianco preferito.
(...)
Qualche anno fa
ho visto due soli.
E l’altro ieri un pinguino.
Con la massima chiarezza.



(Elogio dei sogni - Wislawa Szymborska, grazie a Lily Brik)




*

15.11.10

Collezione NiNatale 2010

Anche a Ninopoli si fanno le sfilate, sapete? 

Soprattutto nei periodi di festa, soprattutto quando l'amore fiocca ovunque. 
Si cammina leggeri sulla neve e si mostrano cuori di diversa fattura. 
In una lingua comune, dicono tutti la stessa cosa
tra rose coraggiose,

e pensieri appena nati,

e sorprese a testa in giù,
e desideri di donar desideri,
e baci sospirati,

e rotondi, familiari abbracci.


Per il Natale (ma dico per tutte le feste, ma dico per tutto il tempo che uno desidera!), Nina ha scelto e creato una collezione speciale, svelando ma non troppo, tra trasparenze, pizzi, e soliti nascondini, un augurio prolungato, che sta in questo titolo, filo rosso comune

"A Natale tutti si amano"

Che sia sempre così.

Le 6 CartoNine si presenteranno allora, per il primo Natale assieme, come vostri biglietti d'auguri, stampate su art paper Fedrigoni, in edizione limitata, e firmate Nina.

Ndr, la carta artistica usata, di cui tanto son fiera, che splende di nero inchiostro e perfetta da incorniciare, è stata scelta dalla Nonna Bianca di cui prima (per chi seguisse le vicende familiari genealogiche di Nina). Io, dubbiosa tra tante carte belle, ho fatto decidere e "carezzare" a lei, che da buona carta carbone, e da ineguagliabile carta Bianca, non poteva sbagliare, con quelle mani dolci rugose che tanto hanno sentito.

E poi un piccolo lieto avviso! Tra poco infatti, questa collection approderà in Inghilterra, presso The Italian Bookshop, una delle più note librerie italiane a Londra. Le CartoNine si nasconderanno tra i libri regali di Natale, ma sempre parlando quella loro lingua lì, che è traducibile ovunque, ché basta il cuore.

Per chi è là, oltre il mare, io v'aspetterò (manco fossi l'Adele H. di Hugo...)!


Che sia presto o tardi, dunque, buoni preparativi a voi, da una natalizia Nina, e la cicogna, e la poiana, e l'oca, e il ranocchio, e il pesce palla, e il ranocchio, e il salmone, vestiti - e innamorati - a festa.



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