7.7.11

Nina Son Ora

borges illustrazione orchestra Francesca Ballarini

Nella cassa armonica di Nina risuonano le solite farfalle spaesate, che a forza di star lì si son fatte i muscoli sulle ali. 
In testa corde di violino che si fingono capelli tesi e sonori, parlano di assoli e serenate; sassofono e flauto continuano a suonare-disegnare, tra le 5 dita e i 5 tasti, sarà swing sarà romanza a seconda della luce del giorno. Con un archetto e un clarinetto cammina, ché un po' Gambadilegno-non-a-Parigi Nina lo è. Ciascun passo un suono differente, metti di toccar l'asfalto, o il legno di un pavimento di montagna, o l'erba di un giardino, ogni volta è un timbro diverso che la fa vibrare, e si sente sempre diversa ma sempre uguale, e le piace. 


A quest'ora, la sua heure bleue, Nina Sonora va alla ricerca di un angolo fresco dove posar il cappello, lucidare gli ottoni e trovar l'ispirazione. Ieri ad esempio era ai piedi di una scaletta appoggiata a un albero, ad aspettare una coppia di ciliegie da appendere sul ricciolo del violino, come la curva dell'orecchio, ché magari poi ci sento meglio.

Di solito è l'ora in cui continua a scriver il suo spartito, invece di stare ad aspettar troppo le mani dal cielo che le prendano il pennino e mettano per lei le pause e le note e le chiavi, sulla carta che porta in grembo.
È che poi c'è Borges che la giustifica, sai com'è, "ogni poesia è misteriosa, nessuno sa interamente ciò che gli è stato concesso di scrivere". E così, grazie a Jorge Luis, Nina se la cava sempre, e temporeggia e s'attarda.


PeppereppepeBANGBANGtumtumtumtumplinplinPlinplinPeeePeeeZINGZINGdlindlindlindlinzumzum

Son fanfare confuse quando ha caldo.


Si siede placida sotto il gelso, in alto sulla collina, tra poco è tramonto, e legge e declama


Prendimi adesso tra le tue braccia
adesso sciolta da me raccoglimi
non per ridarmi forza
ma perché io possa arrendermi

(Patrizia Cavalli da "Pigre divinità e pigra sorte", 2006)




Mica facile prendere tutti quegli strumenti assieme - pensa Nina - due sole mani, in un solo cerchio d'abbraccio. Un gran direttore colui che suonerà.




*



14 commenti:

la tina ha detto...

nina, che meraviglia. mi sono goduta tutti gli strumenti, uno alla volta, ogni parte un suono, come pierino e il lupo di prokofiev che mi faceva morire da bambina.
sei meravigliosa, col tuo cerchio d'abbraccio e la tua cacofonia di suoni che sa di vita.

nina ha detto...

la tina,
cara, grazie! e quale è lo strumento che porti al livello degli occhi?
un bacio mattutino a te!
nina

la tina ha detto...

al livello degli occhi per me c'è.. uno strumento a corde, da pizzicare, come un'arpa ma piccola, leggera, capace di suoni carezzevoli come uno sguardo.

papavero di campo ha detto...

la SinfoNina scivola nell'aere come l'estate sui papaveri incitata dal vento caldo
e nella jam session s'aggiungono raganelle cra-cra
e grilli cri-cri
e cicale cia-cia
e voce decisa di chi s'aggrega
no non è per tutti
è musica calda per cuori caldi

sogni struggenti
dell'altrove subito hic
languida-mente

nina ha detto...

la tina,
comprendo bene :*


papavero caro, ora ho cicale e grilli a far sinfonina qui fuori! cricri papa veve roro

baci a te, languida nina

PolvereDiStelle ha detto...

Hai un blog carinissimo e ti seguo volentieri!
Ti ricordo anche,che sul mio blog fino al 20 luglio hai la possibilita' di partecipare al mio giveaway!
Trovi il regolamento e le info qui!

Fabiana ha detto...

Posso dire soltanto due parole??... ..che bello!!!!

Mi hai entusiasmata...e intrattenuta tutto il pomeriggio!

Un saluto,

Fabi

Francesca ha detto...

Polvere, grazie e grazie per l'invito!!
baci

Fabiana, felice di questo, e ben approdata e navigata qui :)

Nina

Claudia ha detto...

affascinata sono :*
Cla

Claudia ha detto...

ieri sera leggendo un libro ho pensato a questo post.
"Il suono di un diwan riempie l'aria di una melodia bellissima. Sherko, seduto su un tappeto curdo, accompagna la musica con una voce così trasparente da sembrare quasi femminile:<>.
L'aria rimane trattenuta nel petto di Najila, forma un palloncino che ad ogni respiro si gonfia di più fino a staccarle i piedi da terra, la solleva dalla sedia dove è seduta e la tiene sospesa nell'aria"
desunto da "i fiori di Kirkuk di Fariborz Kamkari
ti ho ingolfato i commenti
*
cla

Francesca ha detto...

claudia,
che meraviglia...

grazie

Claudia ha detto...

Grazie a te sempre perchè sei capace di legare pensieri, parole, tratti e animi a distanza in un colpo solo :*
Cla

Francesca ha detto...

senza occhi che guardano e capiscono poco importa se non riuscissi.
ti abbraccio
nina

Claudia ha detto...

:*

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