6.1.09

Chiamami col tuo nome




"E il suo sguardo, l'altro, quello più gentile, che quando si posava su di te era come il miracolo della Resurrezione. Era impossibile riuscire a fissarlo abbastanza a lungo, ma dovevi provarci se volevi capire perché era impossibile".

(Chiamami col tuo nome - André Aciman)




Francesca è tornata, e Nina con lei. 
Ha sempre bisogno di un po' di tempo per riequilibrare riassettare impilare pagine di spartito vecchie e nuove. La partitura continua, anche se separata da anni-numeri diversi. 

E' contenta di essere di nuovo qui, e si è voluta godere l'attesa del ritorno.


I pensieri che si sono susseguiti in questi giorni lontani, in cui il faro mio mancava nell'aria, ma ho finto di non cercarlo, sono stati diversi mutevoli. 

C'era una cosa però che più emergeva, più intensa di tanto altro, più vociante per me della stessa quotidianità. 

Quando tutto era silenzioso attorno e io sola sveglia e attenta, mi ritrovavo a seguire con lo sguardo le linee addormentate che erano avanti a me.  
Le guardavo spesso, allo stesso modo, forse alla stessa ora della notte, e pensavo che se ci fosse stata luce, le avrei scritte, fermate.


Ti guardavo dormire, come aspettando. 


Come quando cerchi di vedere nella mappa del viso dell'altro la risposta che cerchi. Nelle labbra socchiuse che respirano sonno e sogni. Negli occhi lievi abbassati e i riccioli scomposti sul cuscino.


Se fossi stato sveglio non ti avrei potuto guardare così, così a lungo, così come avevo bisogno.


Ti vedevo da vicino vicinissimo e ti chiedevo dammi la risposta, che possa salire dalle linee del tuo viso dal contorno del tuo naso che sentiva me e mi confondeva col sonno.


E poi aprivi gli occhi, forse avvertendo lo sguardo lieve inquisitore, e io ero lì, e sorridevo come se fosse il mio un guardare senza chiedere alcuna risposta, come se ce l'avessi già quella, come se nessuna domanda passasse dentro. Solo guardavo, guardavo, e guardavo ancora, mascherando ogni contorto girovagare tra le tue righe.



E il mio sogno a occhi aperti scompariva in un attimo, e il tuo altrettanto.





14 commenti:

Fastidiosa ha detto...

Bentornate a Francesca e a Nina!
Anche io oggi ho la sensazione di essere risvegliata da un sogno... spero che la serenità accumulata, non svanisca presto, e lo auguro anche a te.
un bacione L.

Ciboulette ha detto...

quanta lieve poesia nelle tue parole! Si direbbe che anche il tuo sguardo, per quanto un po' inquisitore, non poteva che essere lieve....felice e sereno 2009!

papavero di campo ha detto...

francesca avvolgiti d'emozione,
cullati d'emozione,
non temere
viviti

(da un papavero cresciutello)

nina ha detto...

Fastidiosa, grazie cara . la serenità si mantenga e cresca evolvendosi come una piantina in fiore.


Ciboulette, bentrovata! lieve sì, sottovoce, una domanda con gli occhi niente di più... a te felice anno e seguire!!

Papavero, lo faccio sai? lo faccio. E a volte mi viene da chiedere la culla quale sia veramente mia. Giusto non è? ma non temo, sul serio non temo.

Rossana ha detto...

Buonasera mia cara.
Arrivo da un periodo faticoso, e leggerti è come uscire di casa, dopo venti giorni di chiusura. Si respira aria fresca.

Ora dimmi: qual è il tuo stato d'animo prevalente?
(ti è mancato scrivere qui?)

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Che bello e rilassante tornare a leggerti.
E che bello leggere anche le bellissime parole di papavero di campo.
Ti abbraccio e spero che il pancino sia passato!
Alex

Nina ha detto...

Dolce Rossana (mi sembro Cyrano a scriverti così)..Che l'aria ti arrivi tutta a rinfrescare il viso affaticato.
E sì che mi è mancato scrivere qui, avrei anche potuto farlo ma non ero nella condizione "ambientale" che volevo; e allora ho aspettato, per tenere tutto nello scrigno e liberarlo al momento giusto. E' un po' come una culla questo luogo, tra i meandri dei pensieri miei. è la verità, nessuna retorica.
Poi sono contenta di ritrovarvi.
Il mio stato d'animo, beh, aspetta sempre delucidazioni, non per capriccio, ma perche il tempo questo mi richiede, e pure le cose che accadono attorno. Ma arriverà lo so per cui sono positiva nel guardar e chiedere.

Ti abbraccio



Alex...ci siamo scritte in contemporanea sai? con il fuso orario di 1 ora. ;)
Il pancino come ti dicevo è passato, ed è bello riaccoglierti qui.
Papavero ha sempre ragione, lo so...

Un bacio

a.o. ha detto...

rimiravi in lui il sonno e il sogno, come sigismondo...
solo guardare, eh?
ci avrà creduto?
;)

adoro questo post! Bentornate.

Rossana ha detto...

Anch'io sono contenta di ritrovarti.
Non è importante come arrivi qui: l'importante è che siamo qui ad attenderti.

Cobrizoperla ha detto...

benritrovata. la luce del tuo faro ti ha tenuto sveglia eh?! ;-)

nina ha detto...

A.o., sì lui mi crede sempre, o forse a volte non pensa ci sia bisogno di arrivare più a fondo. Bentrovata adorata o.
Che bello.


Rossana cara è vero l'importante è questo e finche c'è una storia da raccontare, come dice qualcuno, siamo tutti salvi..


Cobrizo cara, a volte mi accorgo solo dopo di quanto vago sia il mio racconto e interpretabile.
Il faro non era lì. Lo cercavo lo cerco ogni volta, ma lì avanti a me c'era il sonno di qualcosa di più terreno. Forse la roccia dove si innalzano case.
Il mio chiedermi era se era una roccia da faro o no.

quant'è contorta nina mammamia.

contortina.
contornina.
non son provvista di contorni, mi dicevano,

sono una sfumatura con le gambe!

Artemisia Comina ha detto...

hai hai, mi crede sempre! no, non perdere la speranza, certamente non è così, ognuno ha stanze segrete.

cobrizoperla ha detto...

ci sono anche i miraggi... le trasposizioni allegoriche... i lapsus ;-)

nina ha detto...

Artemisia, hai ragione. in effetti ogni tanto, per fortuna, vengo contraddetta, e si scava più a fondo.
A volte mi pare aver bisogno di queste redini che mi sentono ferma, come la solita amazzone ribelle.
Non dispero cmq, no no. Sfido forse. quello sì un po'.


Cobrizo, interessante, cara, l'opzione lapsus...


Bacio a tutte, buona giornata..

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