22.3.10

Violette




Dovrai tenermi
Nella rete della tua volontà.

(...)

Nella tua rete la debolezza è buona.

(...)

Dovrai tenermi
Con tutto ciò che ho perduto
e che mi rende pesante,
così pesante come una pietra
da far vibrare spesso la rete della tua volontà.





(Disse la violetta a quella mano, e alla rete delle sue dita, che prima raccoglie, poi lega assieme, e promette primavera).




16.3.10

Credere alle maree


Nina. Bahia Honda, Florida. 07.03.2010


Come dice qualcuno, "d'istinto, e in controluce, quasi credere alle maree".

E quando ero lì, ricordate?, era un anno fa da qui.. Nina attraversa oceani e campi di conchiglie, grazie a te, che giri il mondo dentro a un cuore intero, scrivevo e pensavo quando eri partito.


Ho visto tanti di quei fari che non ho visto, raccolto tante di quelle conchiglie su cui non ho camminato, sorridere vedendoti sorridere anche se non ero con te. Ho lasciato una A e una O anche se non avevo il tronco sotto da segnare, di quegli alberi legati assieme dagli stessi rami, e diverse radici. Perchè le radici le costruiamo noi penso; su queste cose, questi segni sparsi che raccogli, è cresciuto il mare e si è fatto oceano.



Ecco, non sono mie le foto, però sono le mie.

Tu trovi sempre tutto, superi dove sono, si accende il faro,
e sono io che ritorno.




10.3.10

99 colombe per le Sorelle Nurzia




come fontane
gorgogliano tenaci
colombe al nido


E' nato un progetto in questi ultimi giorni, come un'alba più lunga nelle ore.

Lieve ogni raggio ha toccato un po' ovunque gli angoletti dei nostri nidi virtuali, in attesa di svegliarci nei lettini teporosi, e ci ha raccolto assieme. Ognuno ha messo una sua parola, segno, ricordo, tutti riuniti con lo stesso scopo, lo stesso riverbero.

Di cosa sto parlando - e le lettere, le divagazioni, i voli (non solo pindarici) - è scritto qui:


Per le Sorelle Nurzia e i loro dolci abruzzesi, 99 colombe che siamo noi: "99 colombe per 99 cannelle. Un blog per amare i dolci abruzzesi e farli volare per il mondo".


Numero simbolico, ma che diventi decuplicato magari!

Ogni nuova colomba che si vuol affacciare sarà benvenuta, perché poi si è più forti. E ne porti altre, che ne portino altre, che ne portino altrettante.


Grazie alle creatrici, Artemisia e Lydia.
Questo, dico io, è davvero "internet for peace".


Fiera io che esista tutto ciò,
una colomba tra le tante
(cioè Nina Colombina, quella birba lassù).


8.3.10

fiore mio fiore mio



Auguri a ogni fiore,
d'ogni luogo, tempo, colore, forma, cornice, verso, ombra,
senso.









(Ci sono tanti fiori in casa mia, che non passano, e vedono tutto, ogni tremito di foglia, le stagioni che cambiano fuori, l'attesa di noi).


4.3.10

Meteoropatia


"La nebbia è il fenomeno meteorologico per il quale una nube si forma a contatto con il suolo. È costituita da goccioline di acqua liquida o cristalli di ghiaccio sospesi in aria. A causa della diffusione della luce solare da parte dell'acqua in sospensione la nebbia si manifesta come un alone biancastro che limita la visibilità degli oggetti." (Wikipedia)



C'era la nebbia tutt'in alto oggi, e cancellava le colline, piano piano, scendendo come una pennellessa.

Ti giravi un istante, apparecchiavi la tavola, spostavi un bicchiere e puff! mancava il campanile, il gatto reclamava cibo, lo guardavi giù intenerita, una carezza, e puff! via il vigneto, attraversavi il corridoio, ti affacciavi dalla camera, ormai rassegnata a giocare a cache-cache col vapore acqueo, e puff! puff! puff! via Castelbellino, l'agriturismo di turno e un bel po' di tornanti con le relative non-auto.


Sembra di stare dentro la storiainfinita col Nulla che si mangia la terra, pensava Nina.


E' che quando non ci sei, manca la Fantasia.
Si assopisce, pensa ma non crea, ricorda ma non scrive, segna nei pensieri, ma lascia sul tavolo la penna.
Allora guardo nella valigia e invento nuovi nomi.



Alla lista di Wikipedia, dopo

Nebbia da irraggiamento
Nebbia da avvezione
Nebbia da evaporazione
Nebbia frontale
Nebbia congelantesi
Nebbia ghiacciata

io aggiungerei:

Nebbia da assenza, detta anche Ninebbia.


23.2.10

PenNina





Ogni tanto mi accorgo che la penna ha preso a correre sul foglio
come da sola, e io a correrle dietro.

(I. Calvino)







18.2.10

Elle attend



Che crescano i fiori, che arrivi la primavera

Che si allunghino i capelli per appuntarvi i fiori
Che i fiori sboccino così il balcone si colora
Che il balcone si colori ché vuol dire che è arrivata la primavera.

Nina li sta a guardare e aspetta, sperando che crescano pure per lei.
Che crescano al suo posto, oppure per cambiare quel fiore straniero che da tempo porta sul capo.


Ho capito che ti amo
quando ho visto che bastava
un tuo ritardo
per sentir svanire in me
l'indifferenza
per temere che tu
non venissi più



Loro che non s'incontravano mai, lei disse non tardare non tardare più, e lui parti più tardi parti più tardi tu.



(grazie Caty)

12.2.10

Archi di tempo




Stamattina
tornavo da un paesino che si stava pian piano innevando - pensando poi che la neve è pioggia silenziosa - guidando per una via semitrafficata.
In mezzo alla strada era fermo un grosso camion e qualche pompiere medio-trafelato si accalcava vicino a un albero sul marciapiede.
Lì un'anziana signora guardava preoccupata in alto.

Mi son detta, se quell'albero non fosse così alto e senza rami, penserei che stan cercando di tirare giù un gattino.
Perché l'albero era veramente alto. E liscio. E senz'appigli.
Figurati se qualcosa poteva arrivare a quella cima.

E invece no. Ché se proseguivi con lo sguardo e sforzavi il tuo pensiero a cercarlo, ma ci dovevi credere eh, eccolo lì quell'esserino nero peloso con la coda perenne all'insù che come una foglia stanziava in uno dei 10 rami scalcinati che s'innalzavano vecchiarelli verso il cielo, sopra i tetti (lontani), e i balconi (lontanissimi).

Fine.


Cioè, voglio dire come ha fatto quel gatto a finire lassù?
E per arrivare fin là avrà avuto qualche buon motivo per non tornare più giù?
Gli appigli non ci sono, aiuti non ce ne sono, cose visibili, niente, eppure c'è riuscito.

Ecco, io son quel gatto, son salita su e ora non posso scendere.
Ma ciò non vuol dire che voglia scendere. E' un percorso fatto, gigantesco, per molti invisibile, ma ecco sto quassù e devo trovare un'altra via. Lasciatemi solo pensare come e dove.
Io lo capisco quel gatto.



Anni fa
mia nonna per uscire di casa, e pure per rientrarci dato che abitava al piano terra, usava la finestra, la scavalcava proprio.



Ieri sera
leggevo, e son inciampata su questa frase:

"Lei è me perché io sono ciò che vedo di fronte a me, e ciò che vedo è la goccia che manca alla mia acqua per traboccare, ciò che vedo è la finestra che impedisce al suo sospiro di giungere fino a me".



Come nonna, uscirò dalla finestra.




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