11.3.09

Ta douleur




Di questo parlavo, che di Camille inconsapevolmente ho tanto disegnato. 

Ricompaiono da ovunque gli scarabocchi che davo per scontato sole paginette nella mia testolina.

Questa è un'altra sua canzone, significativa; come diceva Marie, "quante volte si è pensato di voler prendere il dolore delle persone che si amano per cercare di alleviarglielo".
Pensiero costante, a volte totalizzante, ed è stupendo come l'ironia di Camille lo racconti.

E mi stupisce anche come nel testo rispunti la pioggia, la pluie, e la tempesta, l'orage.

Quando questa forma "temporale" non era ancora così profondamente mia e protagonista del mio immaginario e cuore, io l'avevo già disegnata.



Lève toi c'est décidé
laisse moi te remplacer
je vais prendre ta douleur

Doucement sans faire de bruit
comme on réveille la pluie
je vais prendre ta douleur

Elle lutte elle se débat
mais ne résistera pas...








15 commenti:

evelyne ha detto...

ma come mi piace questo tuo "scarabocchio"!
e come concordo sulla volontà di alleviare il dolore delle persone che si amano facendolo proprio.. cosa credo tipicamente femminile!
non conosco camille ma mi attrezzerò appena potrò... ora sono in ufficio!.. anche io utilizzo deezer per ascoltare musica, geniali!

Cobrizoperla ha detto...

allora ti è piaciuto, eh?
sembra che per me, avertene parlato (ton douleur) ieri pomeriggio, sia stato un presagio... ;-( ... ieri sera ho ricevuto una brutta notizia da chi più amo!
accidenti!
però i tuoi disegni adorabili, la musichetta è carina, il video è divertente, c'è pure il sole,... dunque andiamo avanti! ;-)

nina ha detto...

evelyne, ormai è un termine d'uso "scarabocchio", nel mio sito c'è tutta una sezione a proposito di (tutte cose vecchiette..)! ... come i bimbi io!

cobry, mi hai fatto preoccupare così, lo sai. ti mando un abbraccio con un bell'ombrello che protegga dalla pioggia che non va. i presagi non li vogliamo, solo sole tanto tantissimo.
TA JOIE.
bacio f

Cobrizoperla ha detto...

...ma il presagio magari serve per munirsi d'ombrello! ;-)))
un bacino, jolie

papavero di campo ha detto...

et puis la pluie!
è musicalissimo cantilenarlo...

quando ci si occupa del dolore dell'altro in realtà ci si occupa del nostro

nina ha detto...

papavero, che intendi?voglio sapere

Surrealina ha detto...

Non conosco il francese e non conosceva Camille. Ha una bella voce.

papavero di campo ha detto...

gli altri ci fanno da specchio

l'immedesimazione l'adesività
la proiezione l'identificazione
sono pane quotidiano per la psiche

nina ha detto...

Surrealina, ti traduco di seguito le parole che ho riportato io, magari se non l'hai già fatto, ti puo' far piacere:

Alzati, è deciso,
lasciami prendere il tuo posto,
mi prenderò il tuo dolore

Dolcemente senza far rumore
come la pioggia ci sveglia
mi prenderò il tuo dolore

Che lotta, che si batte,
ma che non resisterà..


un bacio, f

Papavero, pane quotidiano per la psiche. penso di aver capito e vorrei approfondire. penso che non se ne possa fare a meno, e che sia anche un bene che sia così. non trovi?

Caty ha detto...

...è svanito il post più velocemente del mio scrivere il commento ...ti abbraccio slegatamente perchè sovente mi accade e il cuore si accartoccia come le foglie d'autunno . musica , ora solo musica.

Caty ha detto...

...tranquilla , ci sono entrambi ( anche se compaiono dopo la moderazione ) , è solo che li hai scritti su due post diversi.Se ogni tanto hai voglia di gridare la mia mail puoi usare...ti riabbraccio e intanto ricerco la tua musica...

a.o. ha detto...

ciao gocciolina di pioggia, che fai rimani in aderenza o scivoli via?

Chiara ha detto...

Ciao..
sono capitata sul tuo blog... catapultata da un altro blog..
attratta ed intrappolata dal suono e dal senso delle tue parole...
Tentare di alleviare il dolore di chi amo.. forse è il mio karma.. perchè non riesco a stare immobile a guardare.. oppure a girarmi dall'altra parte facendo finta che il male non esista...
E' un bisogno doloroso.. soprattutto quando ci si sente impotenti...
Ad ogni modo...
Ho studiato il francese quando andavo alle superiori.. tante parole non le capisco.. ma il senso in qualche modo arriva.. e quando non arriva.. arriva la rima.. come in quelle di Camille.. che non conoscevo...
:-)

Francesca ha detto...

a.o., rimango in aderenza, puoi quasi sentirne il rumore finche a un certo punto sguish! scivolo via.

chiara, benvenuta. sai che comprendo il tuo E' un bisogno doloroso. e, come ti ho scritto, come farne a meno?

catapultati qui quando vuoi, io ne sono strafelice.
e son sicura che lingua segni parole pensieri non scritti in un certo modo arrivino tutti.
un bacio
f

Chiara ha detto...

:-)

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