21.7.09

L'attenzione è una forma di preghiera



(Sui miei capelli scriverei come fossero le righe di un quaderno. Se scrivessi sui tuoi ritornerei sempre da capo)


"L'attenzione, è stato detto, è una forma di preghiera, il riconoscimento della realtà oggettiva, di un ordine, di confini; un modo di guardare al di là e al di sopra del proprio Io, di sapere che nessuno è il satrapo tirannico e capriccioso del mondo né può devastarlo a suo arbitrio.
C'è una robusta bontà delle mani, proprio di chi bada all'altro e non si concentra sterilmente solo sulle proprie smanie; assomiglia all'infanzia, la cui fantasia si accende per un sasso o per una scatola di fiammiferi vuota, e assomiglia soprattutto all'arte, che non esiste senza questa sensuale, curiosa, scrupolosa passione per la concretezza fisica e sensibile nei particolari, per le forme, i colori, gli odori, per una superficie liscia o spigolosa, per la rivelazione che può venire dall'orlo della risacca o dal bottone fuori posto di una giacca".


("L'infinito viaggiare" - Claudio Magris)




15 commenti:

Artemisia Comina ha detto...

che vedo! notte fonda anche qui! (ne ho un grande bisogno, che sia di velluto, fresca, luminosa e buia).

nina ha detto...

notte fonda sì, bene se ti accarezza e conforta. a me il tema capelli ingarbiugliati e attenzione non riuscita mi fanno star sveglia.
baci cara a.

Anonimo ha detto...

Mamma mia, mamma mia!!!

Anonimo ha detto...

leggevo Magris e mi dicevo l'attenzione è il rimedio al narcisismo il suo antidoto il correttivo,
l'attenzione dice due, dice scambio, dice l'essere rispecchiati mentre l'altro esiste,dice prendo ma desidero anche dare..
quanto ai capelli:

stramberia agogno
pettine che ingarbuglia
senso discorde

(by papavero di campo ciao a ninettabella)

nina ha detto...

anonimi diversi, penso?

papaveromio, essere rispecchiati mentre l'altro esiste mi piglia il cuore e me lo preme addosso.

grazie

Ciboulette ha detto...

è proprio per questa attenzione che ammiro profondamente chi esercità un'arte, che sia la pittura, o il disegno, o la scrittura o la musica: osservare e far proprio il mondo esterno, anche se si tratta del bottone di una giacca, vuol dire essere predisposti agli altri, più che a se stessi, vuol dire saper ascoltare, percepire, capire :)
Un abbraccio :)

evelyne ha detto...

urka... mai come adesso sono d'accordo con magris.... e di riflesso con te!

Francesca ha detto...

Ciboulette, è vero è forse la forza più potente e grata e luminosa che l'arte ha. per me la prima a cui mi lego, se non l'unica.
un abbraccio a te

eve, bene! e per riparlar di libri questo di C.Magris è uno dei miei preferiti di sempre...
baci
f

Caty ha detto...

si , la rivelazione che ci regalano le cose che solo occhi attenti possono notare o sentire e annotare nei pensieri prima di dargli forma

Francesca ha detto...

caty cara,
tutto quello che c'è.

dada ha detto...

Grazie hai trasmesso le parole per dirlo...

nina ha detto...

spero funzionino. bisognerebbe portarsele sempre sul taschino della giacca, a livello del cuore.
bacio dada

nina

otta ha detto...

Ciao Nina.
Ti lascio questo, sull'attenzione.
http://otta.blogspot.com/2008/12/lattenzione-una-virt-morale.html

Fastidiosa ha detto...

Bellissima, mi fa sorridere!

johan cruyff ha detto...

Mi è venuto in mente Paolo qualche tempo fa, quando mi sono imbattuto in una definizione dell’attenzione. L’attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri. Le persone attente sono curiose e attive. Studiano e lavorano con entusiasmo, coinvolgimento e passione; scrutano i bisogni degli altri e sono capaci di aiutare.
G. Carofiglio, Né qui né altrove

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